Cuba intensifica gli arresti dei dissidenti. Gli Stati Uniti esprimono la loro preoccupazione
Gli Stati Uniti attraverso canali ufficiali hanno manifestato la loro preoccupazione per l’intensificarsi degli arresti ai danni di attivisti dissidenti nell’isola di Cuba. La maggioranza delle operazioni di arresto si sarebbe verificata durante i giorni della visita di Papa Benedetto XVI col chiaro intento da parte delle autorità cubane di evitare che i dissidenti politici potessero trovare un terreno mediatico fertile durante la visita papale.
I rapporti tra Stati Uniti e Cuba storicamente difficili e sull’orlo di far nascere una guerra atomica durante gli anni della presidenza Kennedy avevano trovato nuova linfa positiva in questi ultimi anni dell’era Obama. Proprio questo aveva attenuato le dure sanzioni economiche inflitte al Governo Cubano ma le relazioni si sono nuovamente raffreddate nel 2009 quando le autorità dell’isola caraibica hanno arrestato Paul Gross, un cittadino americano, ritenuto da l’Havana un agente della CIA che avrebbe fornito computer, telefoni satellitari ai dissidenti cubani. Gross è stato poi processato e condannato a 15 anni di carcere per aver attentato all’integrità della rivoluzione e alla sicurezza dello Stato cubano. Gross si è sempre dichiarato innocente. Washington, secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto l’intercessione delle autorità vaticane durante la visita del papa a Cuba per riuscire a venire a capo della vicenda ma al momento senza esito positivo.


