Cuba non è sola: eccedenze di riso dalla Colombia, 60mila tonnellate dalla Cina, la voce dei sindacati paraguaiani contro il blocco

Petro ordina la spedizione urgente e mette in guardia i suoi ministri: "Non tollererò funzionari pigri". Díaz-Canel ringrazia: "Tante voci non possono essere sbagliate"

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Cuba non è sola: eccedenze di riso dalla Colombia, 60mila tonnellate dalla Cina, la voce dei sindacati paraguaiani contro il blocco

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Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha ordinato che le eccedenze di riso nel suo paese vengano comprate e inviate con urgenza a Cuba, per mitigare gli effetti del recrudescimento del blocco imposto dagli Stati Uniti. L'annuncio è arrivato attraverso il suo account sulla rete sociale X, dove ha chiesto celerità ai membri del suo gabinetto ministeriale per eseguire la misura di assistenza alimentare verso l'isola caraibica. La dichiarazione è stata fatta condividendo un post dell'ambasciatore della Cina a Cuba, Hua Xin, che mostrava le immagini dello scarico di quindicimila tonnellate di riso donate dal governo asiatico alla nazione insulare.

Petro è stato netto nel suo messaggio: non tollererà funzionari pigri né spaventati quando si tratta di nutrire un popolo intero. L'ambasciatore di Cuba in Colombia, Carlos de Céspedes, ha risposto con gratitudine sulla stessa piattaforma, ringraziando per la solidarietà nei momenti difficili che attraversa l'isola e denunciando che "la codardia pretende asfissiare un popolo nobile che difende la sua sovranità contro il blocco economico, commerciale e finanziario".

L'iniziativa del governo colombiano si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione bilaterale. Lo scorso aprile Petro aveva già assicurato che la Colombia si prepara a realizzare una prima consegna di pannelli solari a Cuba. E a inizio maggio, il presidente aveva formalmente respinto le minacce statunitensi di intervenire nell'isola, avvertendo che un'aggressione militare contro Cuba costituirebbe un'aggressione militare diretta contro tutta l'America Latina. Petro ha più volte elogiato le capacità scientifiche e culturali di Cuba, ricordando che l'isola fu l'unica società dell'America Latina e dei Caraibi capace di sviluppare con rapidità un vaccino efficace contro il Covid-19, salvando numerose vite.

Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, ha ringraziato per il sostegno su X, affermando che "tante voci non possono essere sbagliate" e che l'isola non sarà mai una minaccia. Ha espresso gratitudine per la solidarietà e per la denuncia ferma e inequivocabile contro quello che ha definito "un castigo collettivo che già classifica come un genocidio". Díaz-Canel ha denunciato che il disegno di "massima pressione" predicato in modo malato da alcuni dagli Stati Uniti fa parte della strategia per giustificare una falsa narrazione di collasso e, con essa, un intervento militare, concludendo che Cuba non è sola.

Intanto, dalla Cina continuano ad arrivare aiuti concreti. Díaz-Canel ha manifestato la sua "profonda gratitudine" a Pechino per l'invio delle prime quindicimila tonnellate di riso, che segnano l'inizio di una nuova donazione complessiva di sessantamila tonnellate, che arriveranno gradualmente all'isola. Il presidente cubano ha sottolineato che "questo nobile gesto di solidarietà" del governo cinese "raggiungerà milioni di consumatori in tutte le province e nel municipio speciale Isola della Gioventù, oltre che nelle nostre istituzioni sanitarie e educative". Ha evidenziato che "gli affettuosi legami di amicizia e cooperazione che ci uniscono si rafforzano nei momenti cruciali". La Cina, dal canto suo, si è impegnata a "seguire offrendo supporto e assistenza nelle sue capacità" e ha manifestato il suo disaccordo con "l'interferenza da parte di forze straniere" nell'isola.

Ma non solo i governi si stanno mobilitando. Dal Paraguay, diverse entità sindacali, coordinamenti di sostegno e autorità municipali hanno espresso il loro appoggio al popolo cubano di fronte alle recenti accuse e azioni promosse dal governo degli Stati Uniti contro l'isola e i suoi dirigenti. La Coordinadora de Solidaridad Paraguay con Cuba e l'Unión Nacional de Trabajadores Estatales hanno diffuso comunicati ufficiali in cui sottolineano che le recenti accuse contro il generale dell'esercito Raúl Castro Ruz e altri leader cubani costituiscono una politica storica di blocco, pressione e accerchiamento.

I firmatari hanno evidenziato che mentre Washington si autoproclama difensore della democrazia e dei diritti umani, mantiene un embargo che peggiora blackout, scarsità e difficoltà nell'accesso a cibo e medicine. "Sottomettere un popolo mediante sanzioni e asfissia economica non è libertà: è coercizione e castigo politico", si legge nel testo dell'UNTE-SN. Le organizzazioni paraguaiane hanno convocato sindacati, movimenti sociali, studenti e settori popolari per alzare la voce contro ogni forma di ingerenza e difendere il diritto dei popoli a costruire liberamente il proprio destino. Il comunicato sottolinea che "difendere Cuba oggi è difendere la dignità, la sovranità e il diritto dei popoli a resistere".

A sorpresa, si è aggiunta anche la voce dell'intendente della Municipalità di Lima, Juan Manuel Avalos Vera, che in una lettera di sostegno ha ricordato i numerosi paraguaiani che si sono formati come medici a Cuba e le migliaia che hanno ricevuto cure oftalmologiche gratuite attraverso l'Operazione Miracolo. Nella sua missiva, Avalos Vera ha chiesto al governo statunitense di rivedere le misure restrittive "in modo che prevalgano il rispetto per la dignità umana e per l'autodeterminazione del popolo cubano", e ha esortato le autorità paraguaiane e la comunità internazionale a promuovere iniziative umanitarie che facilitino l'accesso ai servizi essenziali nell'isola.

Il ministero degli Esteri cubano, infine, ha ringraziato il presidente Petro per la sua solidarietà "in questi momenti difficili, quando si pretende asfissiare un popolo nobile che difende la sua sovranità". E Díaz-Canel, sempre su X, ha espresso a nome del popolo cubano "il più profondo ringraziamento per il nuovo carico di aiuti solidali proveniente dal Messico e dall'Uruguay, due nazioni alle quali ci unisce un enorme affetto". Un coro di voci che, dal Sudamerica all'Asia, continua a farsi sentire. E mentre Washington stringe, la solidarietà viaggia nella direzione opposta per constare i crimini dell'imperialismo.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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