Da Damasco: la Turchia conduce operazioni congiunte con i terroristi in Siria

Al-Watan: "Il capo dell’intelligence turca Hakan Fidan, gestisce le operazioni congiunte dei gruppi armati nel nord-ovest della Siria"

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Da Damasco: la Turchia conduce operazioni congiunte con i terroristi in Siria


da hispantv
 
Il capo dell’intelligence turca Hakan Fidan, gestisce le operazioni congiunte dei gruppi armati nel nord-ovest della Siria. Lo ha riferito l’agenzia di stampa siriana, Al-Watan.
 
La fonte, che ha citato un diplomatico occidentale ha spiegato che Fidan mira a rafforzare l’alleanza tra i vari gruppi armati che operano in Siria, come parte di un piano finanziato dall’Arabia Saudita.
 
Secondo il diplomatico, che ha preferito l’anonimato, l’obiettivo finale è quello di prendere il pieno controllo della provincia di Idlib per usare la posizione dominante in questo settore come strumento di pressione sul governo di Damasco durante la terza edizione del Conferenza di Ginevra sulla Siria che avrà inizio il prossimo 4 maggio.
 
Al-Watan ha stimato che ci sono almeno 12.000 terroristi attualmente dispiegati nel nord della Siria e ha aggiunto che diverse migliaia di persone sono recentemente entrate in questa regione attraverso i confini con la Turchia e stanno ora ricevendo un addestramento militare.
 
Il giornale ha aggiunto che la Turchia ha deciso di rafforzare i gruppi terroristi che operano in Siria dopo essersi indeboliti per le differenze interne.
 
Dall’inizio della crisi in Siria nel 2011, il governo del presidente turco si astiene dal svolgere un ruolo costruttivo nella lotta contro il terrorismo e ha anche fornito sostegno ai gruppi estremisti, al fine di spianare la strada per rovesciare il governo di Damasco, che si oppone con forza.
 
Il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Moallem, ha dichiarato, martedì scorso, che «gli attacchi da parte dei gruppi terroristici nella regione di Idlib e Jisr al-Shughur sono stati commessi con il supporto logistico e di armi dell’esercito turco».
 
Il flusso di terroristi dalla Turchia ha irritato anche l’Iraq, il cui primo ministro, Haidar al-Abadi, lo scorso febbraio, ha invitato la Turchia ad evitare che il suo territorio venga usato come passaggio per i terroristi verso i paesi della regione.
 

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