Da ebetino a despota: il colpo di Stato versione Matteo Renzi. L'editoriale di Paolo Becchi

Resta inquietante il silenzio avuto fino ad ora dal nuovo presidente della Repubblica Mattarella

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Da ebetino a despota: il colpo di Stato versione Matteo Renzi. L'editoriale di Paolo Becchi

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di Paolo Becchi
 
Con la fine del regno di Giorgio I, sembrava potesse dirsi concluso quel periodo di «stato d’eccezione permanente» che, a partire dalle imposte dimissioni di Berlusconi nell’autunno del 2011 ed attraverso la rielezione eccezionale di Napolitano nel 2013, aveva caratterizzato la nostra Repubblica. Invece, anziché il lento ritorno alla normalità, il modo in cui è stato eletto il nuovo Capo dello Stato ha segnato, da una parte, una vittoria indiscussa (non ammetterlo sarebbe da dementi) di Renzi e, dall’altra, l’inizio di una nuova fase “eccezionale”. 
 
Renzi ha vinto, ha stravinto, e solo adesso, forse l’uomo solo al comando comincia a fare un po’ paura a tutti. Un uomo che si è insediato colpendo alla schiena chi avrebbe dovuto "stare sereno" e che, con la stessa arroganza, sta ora umiliando il parlamento trattandolo come una puttana al suo servizio.
 
Basti pensare al modo in cui si sta stravolgendo la Costituzione. Il dibattito parlamentare,  decisivo in questi casi, viene soffocato con sufficienza e disprezzo in aperta violazione dei regolamenti, con la convinzione che siano sufficienti numeri stiracchiati per approvare una controriforma della Costituzione ed una legge elettorale che rischia di essere altrettanto costituzionalmente illegittima di quella precedente.

Ricordiamolo ancora una volta: questo Parlamento è stato eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Certo, la Corte ha ritenuto di far salvi «gli atti che le Camere adotteranno prima che si svolgano nuove consultazioni elettorali»: ma ciò proprio perché implicitamente indicava la necessità di procedere il prima possibile a nuove elezioni, vista l’illegittimità delle Camere. Ed invece, ogni possibilità di nuove elezioni è stata bloccata, e questo Parlamento si è addirittura auto-investito di una funzione costituente, intraprendendo le “grandi riforme” costituzionali a colpi di passaggi di parlamentari da un gruppo all’altro, di impervie transumanze: dalle “espulsioni” del M5S fino a “sciolta civica”, Renzi è riuscito ad imporre una maggioranza numerica composta da deputati e senatori che hanno tradito il mandato ricevuto (con la quota-record di 173 “transumanti”). Ma una maggioranza numerica non è una maggioranza politica, che non esiste più.
 
Questo Governo si regge ormai solo su un uomo che non ha avuto nel nostro Paese alcun mandato popolare e che si è comprato le elezioni europee con 80 Euro. L’approvazione di una riforma costituzionale in queste condizioni è un colpo di stato che continua quello precedente: quello che avevo chiamato il colpo di Stato permanente continua. Una nuova Costituzione fondata su ricatti e tradimenti: è questo che vogliamo? 
 
Il silenzio tenuto sinora da Mattarella è, in effetti, inquietante. Ma ancora non si sa se il nuovo Presidente proseguirà lungo la linea tracciata da Napolitano, assicurando un appoggio incondizionato al Premier, o se – finalmente – riprenderà il suo ruolo di custode della Costituzione. 

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