Da Telemaco a Ulisse, l'Odissea del semestre europeo di Renzi si è concluso. Quella dell'Italia (euro) prosegue
Dei sei mesi di presidenza italiana festeggia solo la Troika, con indubbi risultati ottenuti grazie al nostro Premier
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Da Telemaco a Ulisse, l'Odissea del semestre europeo di Renzi si è concluso con zero risultati concreti per l'Italia. Zero. Ma con diversi risultati che la Troika – Banca centrale europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione europea – può vantare in Italia grazie a Renzi come abbiamo scritto qui.
Del discorso di oggi di Renzi a Strasburgo colpisce, in particolare, questo passaggio:
"Abbiamo fatto molto in questi sei mesi: ciò che serve all'Italia lo fanno gli italiani, non le istituzioni Europee. E i cittadini italiani devono sapere che diamo più di quanto prendiamo all'Europa, 20 miliardi all'anno per averne la metà. Abbiamo salvato Paesi amici, e istituti bancari di altri Paesi, perchè crediamo nelle istituzioni europee. Non abbiamo messo un euro nelle banche italiane, che hanno dovuto mettere nuovi capitali dopo gli stress test, ma perchè crediamo nell'Europa".
Tra i “Paesi amici” di Renzi c'è sicuramente la nuova Ucraina dei neo-nazisti al potere dopo il colpo di stato organizzato da Ue e Usa. La crisi a Kiev per l'Italia ha determinato il danno, l'eutanasia economica frutto delle insensate sanzioni alla Russia, e la beffa, il salvataggio multimiliardario dell'Ucraina neo-nazista per evitare il suo default. All'Europa lo chiedono Soros e gli Usa. Bruxelles esegue e Renzi piega la testa. Se poi il nostro premier tra “Paesi amici” dovesse intendere la Grecia, attraverso le decine di miliardi che l'Italia ha immesso e continuerà ad immettere nel Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), il premier deve sapere che quei fondi (forse avviene a “sua insaputa”) servono esclusivamente a ripagare i crediti che le Banche del nord hanno ancora nel paese. Quei crediti stanno finendo e allora Berlino potrebbe anche presto lasciare libere le “carcasse” dei paesi del sud, Grecia in primis.
I piani di salvataggio della Troika (l'unica “amica” del nostro premier) anche in Spagna, Portogallo, Cipro ed Irlanda sono serviti solo a quello: spolpare vive le popolazioni in modo tale che gli istituti finanziari del nord, che avevano generato la bolla nelle prime fasi del ciclo di Frenkel e che sono quindi i principali responsabili di una crisi economica peggiore della Grande Depressione, potessero recuperare tutti gli investimenti fatti - con i lauti interessi sopra chiaramente. Il piccolissimo costo di salvare l'euro a vantaggio della grande finanza è stato la democrazia, i diritti sociali, le speranze e la vita di milioni di cittadini dell'Europa del sud. Ma quelli si sa non sono "amici" di cui Renzi si interessa.
I piani di salvataggio della Troika (l'unica “amica” del nostro premier) anche in Spagna, Portogallo, Cipro ed Irlanda sono serviti solo a quello: spolpare vive le popolazioni in modo tale che gli istituti finanziari del nord, che avevano generato la bolla nelle prime fasi del ciclo di Frenkel e che sono quindi i principali responsabili di una crisi economica peggiore della Grande Depressione, potessero recuperare tutti gli investimenti fatti - con i lauti interessi sopra chiaramente. Il piccolissimo costo di salvare l'euro a vantaggio della grande finanza è stato la democrazia, i diritti sociali, le speranze e la vita di milioni di cittadini dell'Europa del sud. Ma quelli si sa non sono "amici" di cui Renzi si interessa.
Sul fatto che l'italia versi all'Ue più di quanto riceva, Renzi ha dimenticato di ricordare come la “truffa” di inserire prostituzione, droga e attività criminali per il nuovo calcolo del Pil non solo ha “drogato” le stime di crescita future, ma costringerà l'Italia a dover sborsare 340 milioni di euro in più per il bilancio europeo. Non ce l'ha chiesta l'Europa questa follia, ma è stata una decisione deliberata del governo Renzi. A meno che anche questa non sia avvenuta "a sua insaputa". La Francia e la Svezia hanno detto no a Bruxelles, ma sono paesi con ultimi brandelli di sovranità ancora al loro interno.


