Daniele Luttazzi - In memoria di Dick Cheney, le cui balle sulla guerra si mischiarono tra loro...

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di Daniele Luttazzi - Nonc'èdiche, Fatto Quotidiano 6 novembre 2025

Dick Cheney, vicepresidente Usa durante i mandati di George Bush jr dal 2001 al 2009, è morto ieri a 84 anni. È stato il super falco nelle guerre Usa in Afghanistan e in Iraq dopo l’11 settembre 2001. (Fq, 5 novembre)

Ricordo bene gli anni di Cheney, uno dei famigerati firmatari del Pnac (il “Piano per il nuovo secolo americano” che auspicava guerre Usa in Iraq, Iran, Corea del Nord, Siria e Libia), perché in Italia c’era un comico che se ne occupava con la stessa regolarità con cui andava di corpo. Dopo l’11 settembre gli Usa attaccarono l’Afghanistan, dove si nascondevano Bin Laden e i suoi, per rimpiazzare i Talebani col corrotto governo Karzai; quindi invasero l’Iraq inventando la balla che Saddam Hussein avesse “armi di distruzione di massa”. La propaganda per vendere al pubblico la guerra in Iraq fu architettata da uomini della Casa Bianca, che riuscirono nel loro intento sia mentendo direttamente (Bush, Cheney, Powell, Rice, Rumsfeld) sia servendosi di giornalisti (Novak, Miller, Woodward) che divulgarono come fossero vere le favolette promozionali dell’Iraq Group di Karl Rove, il direttore marketing di quel conflitto. A un certo punto le bugie fabbricate da Cheney si mischiarono con quelle fabbricate dalla Cia e il 70% degli americani si convinse che Saddam Hussein fosse coinvolto nell’attentato dell’11 settembre.

Si scoprì come stavano le cose solo perché la stampa inglese cominciò a interrogare il governo Uk sulle bugie belliche di Blair, una cosa che la nostra stampa non fece mai con Berlusconi, anche lui complice di quella guerra coloniale, criminale e illegale. 20 anni dopo, Cheney confessò di aver esagerato le prove a sostegno dell’invasione, lo stesso Cheney furbacchione che negli anni 90 era Ceo del colosso petrolifero Halliburton che faceva affari con l’Iraq di Saddam Hussein aggirando le sanzioni Usa grazie a scappatoie legali. Non va dimenticato, del resto, che negli anni 80 gli Usa avevano finanziato Saddam in funzione anti-iraniana, e gli avevano fornito il gas necessario a sterminare i curdi, gas che era prodotto da una società di Bush padre. Perché allora la guerra all’Iraq? Perché da quando gli americani hanno lasciato in vita alcune donne e alcuni bambini in Vietnam non sono stati più bene. Molti analisti concordavano: “Bush non otterrà nulla bombardando l’Iraq”.

Se Bush avesse voluto davvero spaventare al Qaeda, avrebbe dovuto buttare un’atomica su New York. “È così che si fa, teste d’asciugamano! Non scherzate con noi!”. A un certo punto, per convincere l’Onu della pericolosità di Saddam, Colin Powell mostrò all’Assemblea le prove che l’Iraq stava mettendo a punto un proprio film di Pupi Avati. “Saddam aveva legami con Lex Luthor e col Pinguino”, sostenne poi la Cia. Curiosità: gli Usa impiegarono foche, delfini e leoni marini ammaestrati per sorvegliare le navi nel Golfo Persico. Sapevo che foche e leoni marini sono militaristi convinti, ma i delfini mi delusero. I musulmani accolsero festosi il milionesimo invasore cristiano. Quindi il governo americano stipulò con la Halliburton un contratto multimiliardario per la ricostruzione dell’Iraq, la stessa Halliburton che aveva finanziato la campagna elettorale di Bush. Operazione Iraq libero: OIL. Dopo la conquista di Baghdad, l’opinione pubblica americana rimase sconcertata dalla scoperta che i palazzi dei leader erano rifiniti in oro mentre il popolo faceva la fame, ma Cheney rassicurò sul fatto che si era guadagnato tutto in anni di duro lavoro. I soldati americani catturarono l’8 di picche, Tareq Aziz, già ministro degli Esteri di Saddam, dopo aver preso il 4 di picche, il 5 e il 6 di cuori, il 7 di quadri e il 7 di fiori. Non capivo a che gioco stessero giocando alla Casa Bianca, ma quando i militari confermarono di aver preso l’8 di picche Condoleezza Rice dovette togliersi la camicetta.

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