Debito comune UE, Letta a Politico: «Così si risparmiano miliardi ai contributori»
"L'emissione di debito comune a livello europeo consentirebbe ai governi dell'Unione di risparmiare miliardi di euro in costi di finanziamento, a vantaggio diretto dei contribuenti". È quanto ha dichiarato l'ex primo ministro italiano Enrico Letta in un'intervista al sito di informazione POLITICO, tornando a battere su uno dei temi più dibattuti dell'agenda europea.
«Un'attività sicura non è un modo per aumentare il debito e sprecare denaro – ha affermato Letta, autore nel 2024 di un influente rapporto sul rilancio del mercato unico europeo –. Un'attività sicura è un modo per risparmiare denaro».
Da decenni i governi dell'Unione discutono se la Commissione europea debba emettere debito per conto dei 27 Stati membri. A favore si schierano i Paesi del Sud, tra cui Francia, Italia e Spagna, che vedono in questa possibilità l'opportunità di contrarre prestiti a tassi più bassi, sfruttando il solido rating creditizio della Commissione. Dall'altra parte, un gruppo guidato dalla Germania sostiene che un simile meccanismo finirebbe per incoraggiare i Paesi con una spesa pubblica più elevata a indebitarsi ulteriormente.
Il ministro delle Finanze spagnolo, Carlos Cuerpo, ha dichiarato all'inizio di questa settimana che un mercato comune del debito UE da 5.000 miliardi di euro farebbe risparmiare ai contribuenti europei 25 miliardi di euro all'anno in costi di finanziamento aggiuntivi. Letta ha raccolto l'argomento, precisando che i prestiti europei potrebbero essere destinati a finanziare progetti comuni di sicurezza e infrastrutture – tra cui treni ad alta velocità che collegano le più grandi città del continente – con benefici tangibili per i cittadini di tutto il blocco.
«Questo è il punto principale – ha sottolineato l'ex premier italiano a Politico – : abbiamo bisogno di un potenziamento e un consolidamento su scala più ampia, evitando che ogni Paese agisca da solo. Possiamo farlo anche con questo indebitamento comune».
L'Unione Europea ha rotto il tabù dell'emissione congiunta nel 2021, quando ha autorizzato la Commissione a raccogliere 650 miliardi di euro per contrastare l'impatto economico della pandemia. Il programma, tuttavia, scadrà alla fine di quest'anno e la Commissione ha finora ignorato le richieste di proroga. I sostenitori di un ulteriore ricorso al debito comune sottolineano che la crescente competizione tra Europa, Stati Uniti e Cina giustifica un rafforzamento di questo strumento, anche per contrastare il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale. Con gli investitori scoraggiati dall'imprevedibilità decisionale del presidente statunitense Donald Trump, i fondi provenienti da Asia e Medio Oriente stanno aumentando la domanda di obbligazioni UE, attualmente emesse per programmi specifici come il fondo per la ripresa post-Covid e il programma di prestiti per la difesa SAFE. «Tutto è come 30 anni fa – ha affermato –. Le banche sono le stesse. I fornitori di energia sono gli stessi. Gli operatori di telecomunicazioni sono gli stessi di 30 anni fa. Perché abbiamo deciso di proteggere i nostri campioni nazionali», ha concluso Letta.


