Deriva autoritaria di Renzi in corso. Attendiamo ora le reazioni dei benpensanti, partigiani un giorno e fascisti il resto dell'anno

Da luogo di sovranità popolare, il Parlamento è oggi un simulacro vuoto. La fiducia per l'Italicum la fine definitiva della democrazia parlamentare

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Deriva autoritaria di Renzi in corso. Attendiamo ora le reazioni dei benpensanti, partigiani un giorno e fascisti il resto dell'anno

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Il ministro Boschi ha dato l'annuncio che solo Mussolini e il governo Tambroni (per la "legge truffa") avevano osato fare davanti al Parlamento: "A nome del governo pongo la questione di fiducia". Si parla di legge elettorale, di quelle regole del gioco che secondo il nostro premier un anno fa:
I giornali non scrivono della gravità di questa giornata parlamentare, ma per una stampa al 73° posto per libertà d'informazione e asservita totalmente ai poteri, non è una novità. Non avendo un corretto filtro dell'informazione, le persone non tendono a comprendere e pensano che è semplicemente una delle quasi quaranta fiducie che Renzi ha imposto in due anni. E' normale, in questo paese ci si abitua a tutto. Il dato di fatto è che il Parlamento italiano, stuprato dalle imposizioni della Troika (che vi hanno fatto accettare come “riforme”) e dai diktat di un governo, a sua volta semplice passacarte di Bruxelles, Berlino, Francoforte e Washington (cosa dire del caso Lo Porto?), registra un ulteriore, forse ultimo affronto da parte del governo al luogo un tempo culla della sovranità popolare.

E mentre Renzi arrivava a imporre per fiducia una legge simile a quelli che secondo molti storici rappresenta l'inizio del vero regime fascista da parte di Mussolini, la legge Acerbo, Laura Boldrini, l'ipocrita benpensante che era a favore della guerra in Libia e ora spende migliaia di lacrime finte per l'emergenza immigrazione, è una spettatrice passiva di una delle pagine più triste della storia parlamentare. 

Questo passaggio della storia mussoliniana, di un'attualità imbarazzante letto oggi, non merita ulteriori commenti:

Da Wikipedia (segnalazione di Bruno Santurbano)
 
Il sistema delineato dal disegno di legge Acerbo andava a modificare il sistema proporzionale in vigore da 4 anni, integrandolo con un premio di maggioranza, che sarebbe scattato in favore del partito più votato che avesse anche superato il quorum del 25%, aggiudicandogli i 2/3 dei seggi. Durante la discussione in commissione, i popolari avanzarono numerose proposte di modifica, prima cercando di ottenere l'innalzamento del quorum al 40% dei votanti e poi l'abbassamento del premio ai 3/5 dei seggi. Ogni tentativo di mediazione fu però vano e la commissione licenziò l'atto nel suo impianto originale, esprimendo parere favorevole a seguito di una votazione terminata 10 a 8.
Il ddl venne quindi rimesso al giudizio dell'aula, dove le opposizioni tentarono nuovamente di modificarlo: esse confluirono attorno ad un emendamento presentato da Bonomi, che proponeva ancora di alzare il quorum per lo scatto del premio di maggioranza dal 25% al 33% dei voti espressi. Il tentativo fallì, anche per la rigida posizione assunta dal governo, che, opponendo la fiducia, riuscì a prevalere.

P.s. Si attendono ora le reazioni di sdegno dei vari ben pensanti, partigiani un giorno e fascisti il resto dell'anno
 

MATTEO RENZI COME MUSSOLINIIn questo preciso momento la serva Boschi ha annunciato in aula la fiducia sulla legge...

Posted by Manlio Di Stefano - M5S on Martedì 28 aprile 2015

 

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