Diplomatico inglese: "La narrazione in cui l'occidente è imprigionato rischia di scatenare la terza guerra mondiale"

Alastair Crooke: "La solita narrazione statunitense di guerra fredda sta portando Mosca nell'unica alternativa di prepararsi alla guerra"

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Diplomatico inglese: "La narrazione in cui l'occidente è imprigionato rischia di scatenare la terza guerra mondiale"

 
“In breve, alla Russia viene offerta solo una scelta: accondiscendere all’egemone “benevolo”, o prepararsi alla guerra”. In un articolo recente, il diplomatico britannico direttore di Conflits Forum, Alastair Crooke, analizza la nuova Guerra Fredda con un editoriale molto interessante in cui afferma come prosegue la narrazione “in cui noi (l’Occidente) siamo imprigionati”. Si tratta secondo Crooke del racconto tradizionale dell’America contro “l’Impero del Male”. 

Sono i neocons di Bush che hanno dato il loro “spin” a questo racconto nel Medio Oriente assegnando ai nazionalisti laici arabi e baathisti il ruolo di “Satana”, prosegue il diplomatico britannico, sottolineando come David Wurmser nel 1996 sosteneva che si doveva “accelerare il collasso caotico” del nazionalismo laico arabo in generale, e del baathismo in particolare. E che “il fenomeno del baathismo” è stato, fin dall’inizio, “un agente della politica estera straniera, ovvero sovietica.”
 
Nel contesto attuale di crisi profonda in cui il baricentro è l'Ucraina, prosegue Crooke, l’Europa diventa complice nell’aumentare le varie pressioni sulla Russia in Siria – economicamente attraverso sanzioni e altre misure finanziarie, in Ucraina e Crimea, e attirando il Montenegro, la Georgia e i Baltici verso la NATO. “Forse dovremmo contemplare il paradosso che la determinazione della Russia nel tentare di evitare la guerra sta portando alla guerra”, afferma Crooke, sottolineando come la posizione morbida di Mosca, che invoca una cooperazione con gli Stati occidentali contro il flagello dell’ISIS, le sue risposte di basso profilo alle provocazioni come l’agguato al bombardiere SU-24 in Siria. Tutto questo viene usato da Washington e Londra per dipingere la Russia come una “tigre di carta”, di cui non c’è bisogno di aver paura. E Mosca è costretta a prepararsi alla guerra, che questa volta sarebbe una guerra nucleare.

Si consiglia la traduzione completa dell'articolo di Crooke su Vocidallestero

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