Dopo la Germania anche la Bce boccia il "piano conciliatorio" del nuovo governo greco

Siamo di nuovo a quella via senza uscita di una trattativa che per la Grecia semplicemente non è mai esistita

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Dopo la Germania anche la Bce boccia il "piano conciliatorio" del nuovo governo greco

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Dopo che Berlino ha fatto sapere che non può rispondere a tutte le proposte incomplete (“mezze crude”) che partorisce Atene, a ribadire al nuovo governo greco che un tavolo negoziale sul loro futuro semplicemente non esiste (e non è mai esistito) è arrivata anche la risposta della Bce alla nuova proposta conciliatoria di “swap” sul debito di Yanis Varoufakis. In un articolo del Financial Times leggiamo che: "la Bce si oppone all'elemento chiave del nuovo programma del governo greco e starebbe pensando di lasciare Atene potenzialmente senza fonte di finanziamento quando finiscono gli aiuti internazionali alla fine del mese”. 
 
Lunedì davanti ad una platea di 100 banchieri a Londra, il ministro delle finanze Yanis Varoufakis aveva anunnciato che non chiederà più la cancellazione dei 315 miliardi di euro di debito estero del paese, ma un “menu di debt swaps” per allegerire il carico e l'immissione di due nuovi bond: il primo legato alla crescita economica nominale, che rimpiazzerebbe il programma di salvataggio europeo; e il secondo, denominato “bond perpetuo”, rimpiazzerebbe quelli posseduti dalla Banca Centrale Europea. Il cambiare forzatamente la denominazione del debito rappresenta esattamente quello che le agenzie di rating definiscono come un “Avvenimento da default” e quindi qualcosa a cui la Bce non accorderà mai la sua protezione. Del resto, anche Varoufakis ha dichiarato che la sua proposta per un “debt swap” sarebbe una forma intelligente di ingegneria del debito che eviterebbe l'utilizzo di termini come taglio, politicamente inaccettabile in Germania ed altri paesi creditori perché suonerebbe come una perdita per i contribuenti. Per avere successo questo piano, la Troika deve quindi corrompere Moody's e S&P per evitare che esprimano giudizi.
 
Ma il camuffamento è stato presto scoperto prima da Berlino e ora dalla Bce. Scrive il Financial Times:
 
“La Bce non ha nessuna intenzione di approvare la svendita del debito. Non aumenterà i 15 miliardi di euro di assicurazione sui titoli del debito dagli attuali 10, secondo due funzionari che si stanno occupando della questione. 'Il piano greco confida interamente sulla Bce', ha dichiarato un altro funzionario della zona euro. 'La Bce giocherà duro'. Senza il finanziamento della Bce sui titoli, Atene uscirà dal salvataggio senza accesso al fondo emergenziale per la prima volta dal 2010. 
 
In questo stallo il governo greco si ritroverebbe presto senza liquidità.  Ma, prosegue il Financial Times, nonostante le pressioni dei giorni scorsi, funzionari che hanno incontrato Yanis Varoufakis hanno dichiarato che la prova di forza è solo politica, da quanto sostenuto dallo stesso ministro delle finanze greco, il quale ha ribadito che il segnale sarà quello di proseguire con l'attuale piano di salvataggio. “Hanno realizzato che la loro capacità di indebitamento è bassa ma sentono di avere una missione e vogliono dare l'impressione che sono pronti a rischiare molto. Non rinnovare il programma è solo un'illustrazione. E' stato chiaro che non chiederanno un'estensione”, ha dichiarato un banchiere presente a Londra lunedì. 
 
E quindi siamo di nuovo a quella via senza uscita di una trattativa che per la Grecia, come per tutti i paesi dell'Europa del sud (vi ricordate Hollande prima della sua elezione?), semplicemente non è mai esistita e mai ci sarà. Ieri un importante dirigente politico del partito di Angela Merkel, Volker Kauder, dichiarava: “non giocheremo a questo gioco. Non sono pronto a commentare piani incompleti ogni giorno. Il primo ministro Alexis Tsipras ha il diritto di fare proposte, ma poi deve essere pronto a subirne le conseguenze. I contribuenti tedeschi non saranno responsabili delle decisioni di questo governo populista. Spetta alla Grecia decidere”.
 
Si avvicina il 12 febbraio giorno in cui Alexis Tsipras incontrerà nel primo vertice a Bruxelles da premier della Grecia gli altri Capi di Stato: sarà uno contro 27 e tutti i giochi avranno fine, perché dovrà prendere la decisione finale in vista della fine degli aiuti previsti per il 28. Quel giorno a Bruxelles Tsipras dovrà decidere se essere l'inizio di un cambiamento della Grecia, rispettare il suo programma elettorale e quindi rompere; oppure proseguire con il regime di servilismo del Pasok/NCD. Alternative non sono mai esistite, come hanno ribadito, per l'ennesima volta, Berlino e Francoforte nelle ultime ore.  

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