Dopo Morales, la benzina del Venezuela: il Fatto Quotidiano in politica estera non si smentisce mai
La linea editoriale del quotidiano di Marco Travaglio sui governi progressisti dell'America Latina supera anche il Giornale
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di Fabrizio Verde e Alessandro Bianchi
Ci troviamo ancora una volta nella condizione, nostro malgrado, di doverci occupare delle 'gesta' de 'Il Fatto Quotidiano'. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio come troppo spesso accade negli ultimi tempi per pensare a una semplice casualità, cade di nuovo in errore, si segnala per macroscopici strafalcioni che dei giornalisti professionisti non dovrebbero commettere.
Questa volta l'argomento è il pacchetto di misure varato dal presidente venezuelano Maduro per far fronte alla crisi economica che investe il paese derivante dalla brusca caduta del prezzo del petrolio, la principale fonte d'ingresso del bilancio venezuelano.
'Il Fatto Quotidiano' nel commentare la misura più mediatica voluta da Maduro, l'aumento del prezzo della benzina, commette il primo grave errore, ribaltando letteralmente la realtà. Scrive l'autrice dell'articolo: «Il presidente Nicolas Maduro ha infatti deciso di aumentare fino al 6.000% il prezzo della benzina di 95 ottani, che rappresenta il 70% del mercato, e del 1.000% quella di 91 ottani», grave errore, visto che è la benzina da 91 ottani a rappresentare oltre il 70% del mercato. Inoltre nel pezzo viene dimenticato un piccolissimo dettaglio: nonostante gli aumenti la benzina venezuelana resta la più economica del mondo. Evidentemente per chi ha scritto l'articolo si trattava di un dettaglio trascurabile.
Nell'infografica di Telesur che vi proponiamo di seguito, potete apprezzare come un litro di benzina in Venezuela continui a costare un terzo di una caramella.


Il 6 mila per cento che aveva preso le prime pagine di tutti i 'giornali' italiani arriva su il Fatto con un'alone di mistificazione ancora crescente. E, inoltre, il quotidiano di Marco Travaglio arriva a scrivere «dichiarata emergenza alimentare», citando un decreto dell'opposizione che controlla il Parlamento dopo le elezioni del 6 dicembre. Il massimo della faziosità, oltre Repubblica e il Corriere, al pari de il Giornale. Questo è oggi il Fatto Quotidiano in politica estera.
Andiamo adesso ad analizzare un altro passaggio dove emerge lampante la volontà di gettare una luce negativa sul pacchetto di misure implementato dal governo bolivariano, celando la realtà. Si legge nel pezzo: «Il nuovo sistema di prezzi della benzina, entrato in vigore il 20 febbraio, è senz’altro la misura più impopolare. Quando nel 1989 fu deciso un aumento dei prezzi ci fu un’ondata di proteste, battezzata come Caracazo, che terminò con centinaia di morti nella capitale. L’ultimo aumento risale al 1996. Molti venezuelani temono che quest’aumento si rifletterà sul prezzo dei trasporti e di conseguenza su beni e servizi», un paragone quantomeno ardito quello con il tristemente noto Caracazo, allorquando il governo venezuelano guidato da Carlos Andres Perez varò una serie di misure antipopolari al solo scopo di ripagare i debiti contratti dal Venezuela con il Fondo Monetario Internazionale.
Il presidente Maduro ha infatti spiegato che il gasolio non ha subito rialzi proprio per non provocare un aumento del costo del trasporto e del trasporto pubblico in particolare. Inoltre, ci sono da segnalare alcune dimenticanze di non poco conto: Maduro ha reso noto che tutte le entrate provenienti dal nuovo sistema di prezzi della benzina, saranno destinati al 'Fondo Nacional de Misiones', in maniera tale da garantire la continuità degli investimenti nella sfera sociale, in salute, educazione e cultura. Oltre che nella costruzione di case popolari. Il 30% dei fondi sarà destinato alla 'Misión Transporte', proprio per scongiurare una ripercussione sul ssistema dei trasporti.
Un nuovo modello trbutario verrà adottato per combattere la frode fiscale.
Infine, un investimento di 190 miliardi di bolívares in opere pubbliche è previsto per creare occupazione di qualità, mentre il reddito di lavoratori e pensionati sarà innalzato del 20%, con il salario minimo che da 9649 bolívares passerà a 11578 bolívares.
La differenza che passa tra il Venezuela e un qualsiasi regime neoliberista è palese: basti guardare a cosa accade in Argentina, oppure alle massacranti politiche di austerity imposte in Europa. Quando un articolo del Fatto Quotidiano sulla detenzione dell'attivista e politica argerntina Milagro Sala?
Ma 'Il Fatto Quotidiano' è evidentemente distratto, oppure probabilmente si è solo accodato alla campagna internazionale di discredito contro i governo socialisti e progressisti dell'America Latina come conferma il recente indegno articolo dove si cercava di infangare il presidente boliviano Evo Morales.
Che si voglia portare avanti l'agenda politica delle destre neo-liberali in giro per il mondo è legittimo. Del resto è quello che il regime mediatico, a guida Repubblica e Corriere della Sera in Italia, compie nella sua opera di mistificazione quotidiana. Altro conto però se a farlo è un giornale che era partito, nelle intenzioni iniziali, con l'obiettivo di una 'informazione alternativa'. La chiarezza della linea editoriale è importante per un lettore che si affida al quotidiano per formare la propria opinione. E la prossima volta che comprerete il giornale di Marco Travaglio, ricordate che la linea de il Fatto, anche se ancora non esplicitata formalmente e con qualche alone di ambiguità voluta, è chiara e, in politica estera, è esattamente quella che porta avanti il resto del circo mediatico.
Qui l'articolo de il Fatto oggetto dell'articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/23/venezuela-maduro-aumenta-del-6-000-prezzo-della-benzina-dichiarata-la-crisi-umanitaria-alimentare/2482702/
Qui l'articolo de il Fatto oggetto dell'articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/23/venezuela-maduro-aumenta-del-6-000-prezzo-della-benzina-dichiarata-la-crisi-umanitaria-alimentare/2482702/


