"Due giorni di sciopero generale indetto da Jammat-e-islami", continua la crisi in Bangladesh
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Resta estremamente tesa la situazione in Bangladesh per le sentenze del Tribunale dei crimini internazionali. Dopo la morte di altri tre manifestanti nel sud del paese, che portano il bilancio complessivo delle vittime a 80 dal 21 gennaio, il partito islamista Jamaat-e-islami ha indetto da domenica due giorni di sciopero generale, che sta paralizzando il paese.
Dopo la sentenza di condanna a morte emessa giovedì contro il vice presidente del partito islamista Jammat, Delwar Hossain Sayedee, colpevole di omicidio, persecuzione religiosa e stupro durante la guerra d'indipendenza del 1971, le proteste hanno condotto alla morte di 64 persone e gettato il paese sull'orlo della guerra civile, riaprendo vecchie ferite storiche. Le autorità governative hanno annunciato il rafforzamento delle forze di sicurezza nel paese: solo a Dacca saranno dislocati da lunedì 10,000 agenti di polizia ed il gruppo speciale d'elite Rapid Action Battalion (Rad).


