Mentre le trattative tra Russia, Ue e Ucraina per sbloccare l'erogazione del gas da parte di Gazprom alla vigilia dell'inverno sono sempre più tese, la Polonia ha annunciato lo spostamento di migliaia di truppe nei confini orientali in quello che AP ha definito un “riallineamento storico di una struttura militare costruita nell'epoca della guerra Fredda”.
Perché un paese della Nato sta prendendo questa decisione, nonostante Putin avesse chiaramente fatto intendere che ogni spostamento dell'Alleanza atlantica nel cosiddetto corridoio polacco avrebbe determinato una risposta appropriata? Il ministro della difesa Tomasz Siemoniak ha giustificato la decisione in relazione al conflitto nell'est dell'Ucraina e “la situazione geopolitica che è cambiata in termini di sicurezza nazionale”. Nonostante la Polonia abbia fatto il suo ingresso nel 199, molti dei 10 mila membri dell'esercito polacco sono collocati lungo i confini occidentali.
Se la Polonia sta realmente procedendo a questo riallineamento di forze, scrive
Zero Hedge, abbiamo il peggior segnale militare dall'inizio della crisi ucraina perché per la prima volta siamo andati oltre la retorica e le minacce. Questa volta, al contrario,
un membro della Nato sta strategicamente, non tatticamente, portando la contesa ad un livello che non lascia altra scelta al Cremlino se non quella di rispondere di conseguenza.
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