"E' un momento critico per l'Ue, i fragili negoziati rendono il rischio di 'Brexit' reale"

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"E' un momento critico per l'Ue, i fragili negoziati rendono il rischio di 'Brexit' reale"


Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto lunedi attraverso il suo account di Facebook che "è un momento critico per l'Unione europea, il fragile processo di negoziazione rende una 'Brexit' reale". Le osservazioni sono giunte solo dopo la riunione con i presidenti di Romania e Francia.
 
La diplomazia europea si è mobilitata in vista della riunione del prossimo 18 febbraio a Bruxelles. Alla riunione si discuterà il futuro di Londra nel blocco europeo.
 
Cameron lunedi a Parigi ha avuto un colloquio con il presidente francese Francois Hollande . Il quotidiano britannico 'The Independent' indica che l'Eliseo si oppone al piano di Londra per l'indipendenza monetaria e una protezione speciale per il settore finanziario di Londra.
 
The Independent rileva inoltre che la posizione euroscettica del corpo diplomatico a Londra sarà criticata dal cosiddetto 'Gruppo di Visegrad', composto da quattro paesi dell'Europa centrale: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
 
Cameron  cercherà di promuovere una serie di condizioni che Londra considera indispensabili per  la permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea. Si tratta di requisiti politici ed economici annunciati lo scorso ottobre, alcuni dei quali contraddicono la strategia collettiva del blocco.
 
-Il Primo punto del piano di Londra chiede a Bruxelles di fare "una dichiarazione esplicite" che precisi che il Regno Unito non fa parte di alcun movimento dell'Unione europea verso un "superstato europeo". Ciò richiederà l'esclusione del Regno Unito da un principio comunitario fondamentale di "un'unione sempre più stretta", ha scritto  il Telegraph'.
 
-Londra chiede anche "una dichiarazione esplicita" che affermi che l'euro non è la valuta ufficiale dell'Unione europea, mettendo in chiaro che l'Europa è un'unione "multimonetaria".  
 
-in terzo luogo Londra richiede dei poteri per il parlamento nazionale in modo che possa bloccare le direttive comunitarie indesiderate e rivedere le leggi esistenti dell'Unione.
 
Altro requisito è quello di cambiare la struttura dell'Unione Europea. Londra insiste su una riorganizzazione del blocco dei 28 Stati al fine di tutelare gli interessi dei nove paesi al di fuori dei paesi della zona euro. Si richiede inoltre una protezione speciale per il distretto finanziario di Londra, uno dei più importanti d'Europa.
 
Inoltre, il Regno Unito si propone di smettere di pagare i benefici sociali ai lavoratori migranti comunitari per i primi quattro anni di permanenza nel paese.

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