"Ed ora Renzi che facciamo, ci mettiamo a fare concorrenza al Bangladesh?". Paolo Cardenà sul Job Act

3442
"Ed ora Renzi che facciamo, ci mettiamo a fare concorrenza al Bangladesh?". Paolo Cardenà sul Job Act


 
 
Un commento su Facebook di Paolo Cardenà, autore del blog Vincitori e Vinti, vi offre meglio di ogni altro possibile commento il quadro delle “riforme” del lavoro proposte da Renzi (non a caso non lo vedrete scritto su nessun giornale). 
Vi ricordiamo sempre che per valutare l'impatto di quello che accadrà in Italia con la scure di questo governo sul mondo del lavoro, basta fare un confronto con la realtà della Grecia, dove da quattro anni la Troika ha imposto riforme similari. 
 
 
 
Ok, facciamo tutte le riforme del mercato del lavoro possibili: rendiamo il lavoro più flessibile, tagliamo i salari e rendiamo il lavoro più competitivo.
Ma poi, che facciamo? Tutto risolto? Neanche per sogno.
Ci mettiamo a fare concorrenza al Bangladesh, ai vietnamiti, ai cinesi o agli indiani?
Pensate davvero che potremmo fare concorrenza a popoli estremamente più operosi, che sono in grado di produrre lo stesso bene prodotto in Italia con la metà del tempo impiegato qui da noi, in assenza di eccessi di burocrazia (solo per usare un eufemismo) e a costi infinitamente di più bassi dei nostri. 
Cioè, paesi che non hanno la zavorra del debito pubblico o quella derivante dai costi per il mantenimento dello stato sociale, con fattori demografici imparagonabili con quelli dell'Italia, che è invece vittima di un cronico deficit demografico, aggravato dalla fuga di massa di giovani ragazzi che stanno abbandonando il paese per cercare futuro altrove.
Ci sarebbe anche da considerare, poi, il fattore preparazione. Ad esempio l'India, che ogni anno sforna decine di migliaia di eccellenti laureati che godono di una preparazione imparagonabile con quella offerta dalle università italiane, che invece sembrano essere rimaste a 30 anni. 
Per l'italia è indispensabile una rivoluzione copernicana, a partire proprio dalla scuola. E non è detto che sia sufficiente.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista di Geraldina Colotti La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti