Edward Snowden difende la sua decisione di porre una domanda a Vladimir Putin in diretta tv

L'intervento dell'ex analista della Nsa sul Guardian

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Edward Snowden difende la sua decisione di porre una domanda a Vladimir Putin in diretta tv

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In un articolo sul Guardian del 18 aprile, Edward Snowden ha spiegato le ragioni del suo intervento alla tv russa in diretta, per porre una domanda a Vladimir Putin sull'esistenza o meno in Russia di un programma di sorveglianza di massa

 
Snowden aveva chiesto a Putin se "La Russia intercetta, memorizza o analizza, in qualsiasi modo, le comunicazioni di milioni di persone?" Putin aveva replicato: "I nostri sforzi di intelligence sono strettamente regolati dalla nostra legge... Non abbiamo un sistema di massa per tali intercettazioni e secondo la nostra legge non può esistere".  


 
 
La domanda, spiega Snowden, è modellata sulla nota audizione del senatore americano Ron Wyden al direttore dell'Intelligence Usa, James Clapper sull'attività della NSA. Clapper aveva negato che il governo degli Stati Uniti raccogliesse dati su milioni di americani e questa menzogna pare essere alla base della decisione di Snowden di denunciare pubblicamente i programmi di sorveglianza della Nsa.
 
Nel commentare la risposta di Putin, l'ex analista della Nsa che ha ottenuto asilo proprio in Russia ritiene che "Putin non abbia risposto alla prima parte della domanda e schivato sull'ultima parte, ci sono varie incongruenze".

 
"Sono rimasto sorpreso che persone che mi hanno visto rischiare la vita per esporre le pratiche di sorveglianza del mio paese possano credere che io non possa invece criticare anche le politiche di sorveglianza della Russia. Mi dispiace che la mia domanda sia stata male interpretata e che abbia permesso a a molti di ignorare il merito della questione, la risposta evasiva di Putin, al fine di speculare selvaggiamente e non correttamente, sui motivi che avevo per porre la questione".
 
"Capisco le preoccupazioni dei critici, conclude Snowden, ma c'è una spiegazione ovvia alla mia domanda: se vogliamo provare la verità delle affermazioni dei funzionari, dobbiamo prima dare loro l'opportunità di fare tali affermazioni."

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