Egitto - Libia: Proteste davanti alle sedi diplomatiche USA a Il Cairo e Bengasi
Muore Ambasciatore USA in Libia
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Migliaia di manifestanti hanno dapprima protestato davanti all’Ambasciata americana de Il Cairo e poi scalato le mura della sede diplomatica per protestare contro un film, Innocence of Muslims, prodotto negli USA e ritenuto offensivo per l’Islam e Maometto. I protestanti hanno dato fuoco alla bandiera statunitense, sostituendola con il vessillo nero dei movimenti islamici. I manifestanti hanno risposto all’appello lanciato da Wesam Abdel-Wareth, leader salafita e presidente del canale televisivo Hekma.
Condanne per il film sono giunte da più parti in Egitto. La Chiesa copta e la Chiesa evangelica hanno sottolineato come la pellicola non rappresenti la comunità cristiana d’Egitto. La Coalizione Copta Egiziana ha definito il film offensivo per milioni di musulmani nel mondo, chiedendo pene severe per i responsabili di questo terrorismo intellettuale. Anche la Lega Araba ha condannato l’iniziativa. Il Partito Libertà e Giustizia, braccio politico della Fratellanza Musulmana, ha definito il film “inaccettabile a livello morale e religioso oltre che un abuso della libertà di espressione e una violazione delle credenze sacre delle persone. Un fallito tentativo di suscitare un conflitto tra copti e musulmani.
In una nota diffusa dall’Ambasciata USA si condannano “le azioni di coloro che fanno abuso del diritto universale di libertà di espressione per ferire il credo religioso di altri”, ricordando come “il rispetto delle convinzioni religiose sia una pietra angolare della democrazia americana”.
Simile sviluppo in Libia dove una folla armata ha attaccato il Consolato americano di Bengasi e dato fuoco all’edificio. Qui però si sono verificati scontri tra l’Esercito libico e una milizia armata confermati dal Portavoce del Supremo Comitato di Sicurezza libico. Dura la condanna da parte del Segretario di Stato, Hillary Clinton. Confermata dal Presidente Obama la morte dell’Ambasciatore Usa in Libia, Christopher Stevens, e di tre altri funzionari americani.


