Egitto: in un milione a piazza Tahrir. Si chiede la rinuncia alla corsa presidenziale di Shafiq

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Egitto: in un milione a piazza Tahrir. Si chiede la rinuncia alla corsa presidenziale di Shafiq

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Piazza Tahrir torna ad essere il centro della protesta del popolo egiziano. Martedì in un milione circa sono tornati nel simbolo della rivolta che ha deposto Mubarak per protestare contro la sentenza del processo dell'ex rais, che ha scagionato sei alti ufficiali e i figli dell’ex rais, e per chiedere la rinuncia alla corsa presidenziale di un suo ex primo ministro, Shafiq. Alla protesta hanno aderito alcuni candidati sconfitti al primo turno delle presidenziali tra cui il terzo arrivato Hamdeen Sabbahi che contesta la regolarità della partecipazione al voto di Ahmed Shafiq, arrivato secondo. Uomo del vecchio regime, Shafiq, secondo Sabbahi, non avrebbe dovuto partecipare al voto in virtù di una legge che di fatto negava questa possibilità a chi avesse avuto ruoli ministeriali negli ultimi dieci anni. 
 A dieci giorni dal ballottaggio delle presidenziali egiziane le forze schierate contro Ahmad Shafiq, ultimo premier sotto Hosni Mubarak, tentano di riconciliarsi anche se rimangono divergenze sulla strategia. Nel frattempo il Consiglio militare procede per spianare la strada all'ingresso in scena del nuovo presidente in assenza di una nuova Costituzione. Ha dato due giorni di tempo alle forze politiche per definire i criteri comuni per una nuova assemblea costituente, dopo quella sospesa perche' dominata da filo islamici. Nel caso di mancato accordo il consiglio militare adottera' la Costituzione del 1971 o integrera' la dichiarazione costituzionale dello scorso marzo. Lo spirito dei rivoluzionari e' tutto negli slogan scanditi da Khaled Ali, il candidato alla presidenza sconfitto, vicino agli attivisti e ai sindacati, che, portato in spalla dai suoi sostenitori, ha guidato uno dei cortei affluiti su piazza Tahrir. ''Dove sono gli obiettivi della rivoluzione?'', ''Scarpe scarpe per Shafiq'', ricordando il gesto di estrema offesa nel mondo arabo,''il popolo vuole la fine del regime militare''. ''Le manifestazioni sono una forma di pressione permanente sul potere militare perche' ceda il potere, perche' la legge per l'esclusione degli esponenti dell'ex regime venga applicata e le elezioni annullate.  

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