Egitto: Morsi dichiara lo stato d'emergenza a Port Said, Suez e Ismailiya
Il Presidente ha convocato l'opposizione per un dialogo nazionale
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Il presidente Mohammed Morsi ha dichiarato per 30 giorni lo stato d’emergenza e imposto un coprifuoco notturno nelle provincie di Port Said, Suez e Ismailiya, a seguito dei violenti scontri che si sono registrati in occasione delle manifestazioni per il secondo anniversario della rivoluzione.
A Port Said, la protesta contro il presidente Morsi a due anni dalla rivoluzione si è saldata con la rabbia popolare per la sentenza della Corte d’Assise che ha condannato a morte 21 sostenitori della squadra di calcio locale, Al Masry, per coinvolgimento nei disordini del febbraio 2012 che causarono 73 vittime durante una partita con l’Ahly, squadra di calcio de Il Cairo. L’episodio fu interpretato come una vendetta per la partecipazione attiva dei tifosi dell’Ahly alle manifestazioni di piazza Tahrir che portarono alla deposizione di Mubarak. Il bilancio di due giornate di scontri a Port Said è di 37 vittime e almeno 500 feriti.
Il presidente Morsi ha anche fatto appello ad un “dialogo nazionale” con le forze politiche e ha invitato i rappresentanti delle opposizioni a prendere parte ad un incontro al palazzo presidenziale. Il Fronte di salvezza nazionale, principale gruppo di opposizione, non parteciperà al dialogo nazionale "fino a quando il presidente non si assumerà la responsabilità dei sanguinosi eventi, provvederà alla formazione di un governo di unità nazionale e di una commissione incaricata di emendare la Costituzione". Anche la Corrente popolare di Hamdeen Sabahy non ha accettato l'invito del presidente Morsi.
In precedenza, il principale cartello dell'opposizione aveva minacciato di boicottare le prossime elezioni parlamentari se il presidente Mohamed Morsi – che si trova ad affrontare la crisi più grave dalla sua elezione - non avesse trovato una "soluzione globale" per i problemi che attanagliano il Paese.
In precedenza, il principale cartello dell'opposizione aveva minacciato di boicottare le prossime elezioni parlamentari se il presidente Mohamed Morsi – che si trova ad affrontare la crisi più grave dalla sua elezione - non avesse trovato una "soluzione globale" per i problemi che attanagliano il Paese.


