Ex analista della CIA: “L’Occidente vuole distruggere la Russia" (VIDEO)
La voce fuori dal coro mainstream arriva da uno che quella parte del mondo l’ha studiata per anni come Larry Johnson, ex analista della CIA, che non usa giri di parole: secondo l'ex analista della CIA in Occidente non esiste alcuna reale volontà di arrivare a un tavolo negoziale con Mosca. Anzi, l’obiettivo sarebbe molto più radicale, e cioè la distruzione della Russia come soggetto politico e geopolitico.
“Spero che in Russia non ci sia più nessuno che nutra l’illusione che l’Occidente stia cercando una soluzione pacifica”, ha dichiarato Johnson intervenendo sul canale YouTube del professor Glenn Diesen. Parole secche, che lasciano poco spazio a interpretazioni. L’ex agente è convinto che la retorica occidentale si sia fatta negli ultimi mesi più aggressiva e che le intenzioni siano ormai dichiarate: non si tratta più di un conflitto circoscritto all’Ucraina, ma di uno scontro volto a indebolire la Russia fino al collasso. L'obiettivo massimo è quello di smembrare la Federazione Russia in tante piccole entità.
Ciò che Johnson definisce “davvero strano” è però il racconto mediatico che accompagna questa fase del conflitto. Da un lato, dice, i media occidentali dipingono una Russia in difficoltà, sofferente, ormai con le spalle al muro. Dall’altro, però, la realtà sul campo racconta tutt’altra storia. “La Russia sta avanzando come non faceva negli ultimi quattro anni”, evidenzia Johnson, riferendosi all’andamento delle operazioni militari. Un’avanzata che, secondo l’ex analista, smentisce clamorosamente la narrazione di una potenza in declino.
Le parole di Johnson arrivano a poca distanza dall’intervento di Vladimir Putin, che nei giorni scorsi - rivolgendosi ai laureati delle università dei servizi di sicurezza - ha lanciato un segnale chiaro all’Occidente: la Russia è pronta a rispondere a qualsiasi aggressione. Il presidente russo ha denunciato il crescente militarismo occidentale, giustificato ufficialmente con la minaccia russa, ma ha anche notato un certo timore da parte dei leader occidentali: pronti a rifornire il regime di Kiev di armi, ma ancora riluttanti a colpire direttamente dal proprio territorio.
Un timore che, secondo Johnson, non cambia la sostanza. Per l’ex agente statunitense, Mosca non resterà a guardare. Le minacce ricevute verranno trasformate in azioni concrete: “La Russia non se ne starà seduta ad aspettare di essere attaccata”. La lettura di Johnson è netta: non c’è spazio per compromessi, non c’è margine per un cessate il fuoco negoziato. La partita, secondo quello che emerge dalla sua analisi, è un’altra.
E mentre i media raccontano una Russia in difficoltà, le immagini dal fronte suggeriscono uno scenario più complesso, fatto di avanzate territoriali e di una guerra che, nelle intenzioni di chi la alimenta, sembra non volere vincitori ma uno sconfitto definitivo.


