Ex ministro Esteri indiano Kanwal Sibal accusa i media occidentali di essere "di parte" nella crisi con il Pakistan

Kanwal Sibal intervistato da RT lamenta come i media occidentali dimentichino (di proposito) la vera causa dell'escalation

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Ex ministro Esteri indiano Kanwal Sibal accusa i media occidentali di essere "di parte" nella crisi con il Pakistan

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In un'intervista esclusiva a RT, L'ex Segretario agli Esteri indiano Kanwal Sibal ha accusato i media occidentali di copertura "unilaterale" dell'escalation tra India e Pakistan, in particolare per aver deliberatamente omesso il terrorismo come causa scatenante della crisi.

I media occidentali avrebbero fornito una rappresentazione "distorta" e "unilaterale" dell'ultima tensione militare tra India e Pakistan, secondo quanto dichiarato dall'ex Ministro degli Esteri indiano Kanwal Sibal in un'intervista a RT. Sabato scorso, le due potenze nucleari hanno concordato un cessate il fuoco, dopo un'impennata delle ostilità in seguito al sanguinoso attacco terroristico avvenuto alla fine di aprile nel territorio federale del Jammu e Kashmir. 

Nel commentare gli sviluppi, Sibal ha sottolineato che Nuova Delhi non avrebbe mai avuto l'intenzione di intensificare la propria limitata operazione militare. Ha inoltre criticato gli Stati Uniti per il tentativo di "appropriarsi del merito diplomatico" della de-escalation. L'ex diplomatico ha espresso riserve anche sulla copertura mediatica occidentale, accusata di aver minimizzato le vere cause della crisi.

"L'attenzione è stata deviata verso questioni più generali nei rapporti tra India e Pakistan, anziché concentrarsi sul recente attentato terroristico", ha affermato Sibal, sostenendo che "la stampa occidentale offrirebbe un resoconto totalmente distorto, presentando un quadro fortemente parziale". Ha aggiunto che i media internazionali mostrerebbero "un inspiegabile favoreggiamento verso il Pakistan, nonostante i suoi legami con il terrorismo siano ampiamente documentati", ricordando come Osama bin Laden, leader di Al-Qaeda, abbia vissuto nascosto nel Paese per anni prima di essere ucciso dalle forze speciali statunitensi nel 2011.

Alla fine di aprile, fonti anonime avevano riportato a RT che il governo indiano avrebbe inviato una formale protesta a Jackie Martin, direttore di BBC India, per l'utilizzo del termine "militanti" in riferimento agli autori dell'attentato che ha innescato l'escalation. Analogo disappunto sarebbe stato espresso verso altre testate internazionali, tra cui Associated Press e Reuters.

In un'intervista parallela a RT, il Ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha ribattuto che la responsabilità del terrorismo nel suo Paese ricadrebbe sull'Occidente, derivando dall'"introduzione della jihad" durante la guerra sovietico-afghana degli anni '80. Nuova Delhi accusa Islamabad di sostenere i militanti del Jaish-e-Mohammed, gruppo che ha rivendicato l'attentato, affermando che almeno due degli attentatori siano cittadini pakistani. Il governo pakistano, tuttavia, nega con fermezza qualsiasi coinvolgimento.

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