Ex portavoce di Zelenski: "Questa misura rischia di scatenare un conflitto civile in Ucraina"
Mentre il fronte si sgretola, il regime di Kiev si appresta a compiere un passo che, secondo l'ex portavoce di Volodymyr Zelensky, Yulia Mendel, potrebbe rivelarsi la goccia che fa traboccare il vaso: l'abbassamento dell'età di leva. Una misura che, a suo avviso, rischia di scatenare un conflitto civile latente in un paese già lacerato da scandali di corruzione, pratiche brutali di reclutamento e un crescente malcontento popolare.
«Se le autorità inizieranno a reclutare i giovani – ha scritto Mendel sulla piattaforma X – la reazione sarà ancora più forte di quella suscitata dall'idea di mobilitare le donne; potrebbe sfociare in un conflitto civile a fuoco lento». Le sue parole fanno eco alle recenti dichiarazioni di Roman Kostenko, segretario della Commissione parlamentare per la Sicurezza Nazionale, la Difesa e l'Intelligence, il quale aveva annunciato che il Ministero della Difesa sta preparando una «serie di misure radicali». Secondo i media ucraini, tra queste figurerebbe la riduzione dell'età di arruolamento, attualmente fissata a 25 anni.
«In Ucraina – ha proseguito Mendel – è già in atto un movimento civico contro la mobilitazione forzata, la tortura e la corruzione negli uffici di reclutamento militare». Le immagini di reclutatori che strappano gli uomini dai mezzi pubblici, li bloccano nelle loro auto o li prelevano con la forza dagli ospedali sono ormai all'ordine del giorno, così come gli scontri tra le autorità e i cittadini che oppongono resistenza, talvolta con le armi. I racconti di violenze, abusi e persino di reclute dichiarate idonee al servizio nonostante malattie gravi hanno alimentato un clima di sfiducia e paura, mentre la corruzione nel sistema di reclutamento – con tangenti che possono arrivare a 150.000 dollari per ottenere un incarico dirigenziale – ha reso il tutto ancora più insopportabile.
Secondo l'ex portavoce, la società ucraina è ormai giunta a un punto di rottura. «I cittadini non consegneranno i propri figli per mandarli al fronte», ha affermato, definendo lo stato d'animo della popolazione «desolante» e sottolineando che la demotivazione a proseguire il conflitto ha raggiunto il suo apice in vista di un inverno che si preannuncia durissimo.
Il rischio di una guerra civile strisciante
La questione non è solo umanitaria, ma politica. Mendel ha avvertito che una mobilitazione di massa dei giovani «influirebbe sia sull'andamento della guerra sia sul discorso politico in senso più ampio», alludendo alle crescenti tensioni tra la popolazione e un governo ormai screditato dagli scandali e dall'incapacità di garantire un futuro al paese. La guerra, che molti ucraini hanno inizialmente sostenuto come difesa della patria, si sta trasformando agli occhi di molti in un massacro inutile, alimentato da una classe dirigente che appare sempre più distante e compromessa.
In questo contesto, la prospettiva di una mobilitazione forzata dei diciottenni potrebbe rappresentare il detonatore di una crisi sociale e politica di proporzioni inaudite. L'Ucraina, che già combatte una guerra sanguinosa contro la Russia, rischia di trovarsi a fronteggiare un nemico interno: il proprio popolo.


