«Fermate la macchina da guerra contro l'Iran»: la rivolta bipartisan a Washington dopo i nuovi bombardamenti di Trump
Il senatore democratico Ed Markey ha lanciato un duro appello al Congresso degli Stati Uniti per bloccare i finanziamenti alla campagna militare del presidente Donald Trump contro l'Iran, chiedendo l'immediata cessazione delle ostilità.
Attraverso un messaggio social, il parlamentare ha denunciato la ripresa dei bombardamenti statunitensi e la dichiarazione di fine del cessate il fuoco da parte di Trump, una mossa che calpesta la risoluzione bipartisan approvata il mese scorso da entrambe le Camere nell'ambito della War Powers Resolution, la quale imponeva lo stop alle operazioni militari non autorizzate.
Trump is attacking Iran again and saying the ceasefire is “over,” but Congress already voted on a bipartisan basis to end this reckless war. If Trump wont stop bombing, Congress must cut off funding. I am leading the effort to slash Trump’s war machine. End the war now. pic.twitter.com/ZFW0pzB6Ap
— Ed Markey (@SenMarkey) July 9, 2026
Questa nuova ondata di raid su vasta scala, che ha colpito infrastrutture civili in cinque province iraniane provocando almeno 14 morti e 78 feriti secondo il Ministero della Salute locale, giunge in aperta violazione dell'accordo d'intesa siglato a giugno; tale memorandum prevedeva quattordici punti da rispettare entro sessanta giorni per porre fine al conflitto iniziato a febbraio.
Mentre Washington giustifica l'escalation e le minacce di un blocco navale con la necessità di garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, l'intesa bilaterale riconosceva all'Iran la responsabilità di vigilare su questa rotta marittima strategica, spingendo Teheran a pretendere l'accettazione del proprio ordine nell'area.
Di fronte a quella che viene considerata una nuova aggressione, oltre alle pressioni dei democratici in Parlamento – con una deputata che ha persino minacciato di querelare il presidente – è arrivata la dura reazione militare di Teheran, le cui forze armate hanno annunciato offensive di risposta con droni e missili contro le posizioni militari statunitensi in Kuwait, Qatar e Bahrein.


