Fernando Lugo: «Quanto accade in Brasile può estendersi agli altri paesi progressisti latinoamericani»

L'ex presidente del Paraguay, destituito attraverso un golpe istituzionale, intervistato da RT

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Fernando Lugo: «Quanto accade in Brasile può estendersi agli altri paesi progressisti latinoamericani»

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Il Brasile affronta un vero e proprio golpe istituzionale con cui l'opposizione vuole rovesciare il legittimo governo guidato da Dilma Rousseff. Chi ha vissuto un'esperienza analoga è il senatore paraguayano Fernando Lugo, presidente dall'aprile del 2008 sino al 22 giugno del 2012 quando il Senato paraguayano ne decretò la destituzione attraverso un processo di impeachment che fu definito a livello internazionale come un vero e proprio colpo di stato. 

 

Come spiegato da Fernando Lugo in un'intervista all'emittente Russia Today, rispetto agli anni 70' le tecniche si sono raffinate e non vi è più bisogno di utilizzare brutali golpe militari, ma semplici destituzioni «istituzionali». L'ex presidente ha denunciato che il processo di integrazione e costruzione della 'Patria Grande' avviato dai  leader socialisti e progressisti dell'America Latina, è stato considerato come «un atto di ribellione all'impero del nord». 

 

Lugo ha affermato che quanto accade in Brasile può «senza alcun dubbio» estendersi agli altri paesi progressisti dell'America Latina. «Ci hanno provato con Evo Morales più volte, anche con Correa. Gli unici che godono di tranquillità sono Tabaré in Uruguay, che è stato rieletto e Michelle Bachelet in Cile». 

 

Secondo il senatore paraguayano «il Brasile come potenza economica e politica emergente a livello mondiale, con una leadership chiara come quella del compagno Lula da Silva e del suo successore Dilma Rousseff, vuole cambiare la situazione e contestare il protagonismo e il ruolo guida nella regione». 

 

«Quando i modelli si contrappongono e sono completamente differenti, con un percorso segnato dalla partecipazione popolare, dove i principi dell'autodeterminazione, dell'indipendenza, e soprattutto della sovranità economica, culturale e politica sono forti – spiega Lugo - senza dubbio le ingerenze esterne avranno sempre un ruolo preponderante». 

 

Fernando Lugo ritiene che il processo di destituzione di Dilma Rousseff sia appoggiato dagli Stati Uniti d'America perché «quando loro non vogliono, queste cose non accadono». «Hanno i meccanismi, la forza, la potenza, il dialogo e la diplomazia – evidenzia il politico paraguayano in riferimento al ruolo svolto dagli Usa – per non distruggere i processi democratici costruiti nella regione con grande sforzo». 

 

Infine, Lugo afferma che non è legittimo spodestare una presidente «eletta democraticamente attraverso libere elezioni, da parte di un'opposizione che si è unita in questa fase solo per cambiare il modello». Infatti vi è un obiettivo che accomuna tutte le opposizioni in America Latina: ritornare a quel modello neoliberista che inenarrabili danni ha prodotto durante la tristemente nota 'larga noche neoliberal'. 




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