Filippine: Il Partito comunista denuncia che l'esercito filippino continua ad attuare la repressione nelle aree controllate dalla guerriglia
In una dichiarazione rilasciata ieri, il Partito Comunista delle Filippine (CPP) ha denunciato che l'esercito filippino continua ad effettuare operazioni armate di repressione contro la guerriglia e le controllate dai settori popolari organizzati.
Nel documento si sostiene che il fallimento dei negoziati "per liberare tutti i prigionieri politici in conformità con Oslo, 21 al 26 agosto 2016, scoraggia le forze rivoluzionarie a proseguire i negoziati per forgiare un cessate il fuoco bilaterale" si legge nel documento del PCF.
"Peggio ancora, il GRP (Gruppo Negoziatore del Governo) deve ancora controllare i soldati delle Forze Armate delle Filippine (AFP) che continuano a svolgere operazioni armate di repressione nella campagna e nei quartieri guerriglieri e rivoluzionari" prosegue il comunicato.
Il PCF ha avvertito che un accordo bilaterale sul cessate il fuoco prima o intorno al 10 dicembre, come sostenuto dal governo filippino, non sarà possibile fintanto che questo non onora i suoi impegni.
Il PCF ha ribadito la sua richiesta che lo stato delle Filippine ponga "fine alle sue operazioni armate Oplan Bayanihan (Piano repressivo del Governo filippino) e rimuova tutte le sue truppe dai quartieri dove continuano a svolgere operazioni contro il popolo ed a violare i loro diritti civili e politici."
"Se il regime di Duterte rimane sordo a questo appello per mettere fine al Oplan Bayanihan, si potrebbe forzare l'azione delle forze rivoluzionarie per difendere i diritti e il benessere delle masse nelle zone di guerriglia e la pace contro i loro sabotatori fascisti delle Forze Armate ", conclude il comunicato del PCF.


