Fine del dominio USA: Washington cede a Mosca la leadership in Medio Oriente
I critici a Washington sostengono che la dottrina Obama è una serie di errori strategici
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Le campagne militari prolungate in Iraq e in Afghanistan sono costate agli Stati Uniti vite e denaro. Pertanto, il presidente Barack Obama ha scelto una strategia di minima interferenza militare nel conflitto siriano. Nel frattempo, però, le operazioni della Forza aerea russa in Siria hanno ridotto sempre più il ruolo dominante di Washington nella regione, che alla fine diventerà il costo che Obama pagherà per la sua dottrina di politica estera, si legge su ' Difense One' .
"La decisione del presidente di rifiutare l'intervento militare degli Stati Uniti in Medio Oriente ha le sue conseguenze: porta il paese ad abbandonare il ruolo di attore dominante e responsabile di mantenere l'ordine nella regione", sostiene l'autore dell'articolo, Martin Indyk, vice presidente esecutivo del centro di ricerca Brookings Institution, Stati Uniti.
Indyk è convinto che l'indecisione del presidente degli Stati Uniti abbia creato le condizioni affinchè la Russia sostituisca gli Stati Uniti come la potenza leader nel Medio Oriente. L'analista ha anche notato che è stato il presidente russo Vladimir Putin, che ha salvato Barack Obama dal dilemma dell'intervento armato in Siria, quando Mosca ha convinto il leader siriano Bashar al Assad a distruggere la maggior parte delle armi chimiche nel 2013. E poi la Russia, anche con l'uso della diplomazia, ha partecipato a risolvere la questione del programma nucleare iraniano.
"I critici a Washington sostenfono che la dottrina Obama è una serie di errori strategici. Inoltre ritengono che la Russia e l'Iran hanno riempito il vuoto lasciato dagli Stati Uniti nella regione. Molti hanno visto la dottrina Obama come 'un tradimento dei valori morali americani. pertanto, non è sorprendente che molti paesi del Medio Oriente cercano un terreno comune con il Cremlino".

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