Fino a dove si spinge la propaganda americana per vendere la guerra in Siria
Come in tutte le guerre, l’unico beneficiario sarà il complesso militare-industriale
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Grazie ad una raffica vertiginosa di bugie, di allarmismo pompato dai media mainstream e un paio di decapitazioni, l'Amministrazione Obama ha finalmente raggiunto il suo, a lungo ricercato, obiettivo di una guerra in Siria, scrive Mike Krieger su Liberty Blitzkrieg. La tattica, che si è rivelata efficace, per spostare l’opinione pubblica americana a favore della guerra è la stessa tattica usata dalle élite nel Regno Unito per convincere la Scozia a votare contro l'indipendenza. Quella tattica è la paura.
Tuttavia, la paura di per sé non è sufficiente. Deve essere accoppiata a slogan infiniti e disinformazione da parte dei media mainstream e dei politici. Deve indurre il pubblico ad abbracciare inconsciamente un processo di pensiero che è completamente irrazionale. Queste tattiche possono essere etichettate come propaganda, e si traducono in un pubblico che improvvisamente sostiene una guerra a cui era fortemente contrario solo un anno prima. Basta solo rimodellare la storia.
La propaganda permette a coloro che traggono profitto dalla guerra di mandare il pubblico americano in fibrillazione con un paio di decapitazioni da parte dell’ISIS, sebbene non si batta ciglio dinanzi alle decapitazioni quotidiane che simultaneamente si verificano in Arabia Saudita.
Quindi la struttura del potere e il suo vertice, Barack Obama, hanno intenzionalmente spinto il pubblico americano verso la frenesia della paura e finalmente hanno ottenuto la loro piccola guerra. Tuttavia, la gente seria ha cominciato subito a mettere in discussione due questioni molto importanti riguardanti l'aggressione.
In primo luogo, è apparso chiaro a quasi tutti coloro che non hanno un debole per la morte e la distruzione che la guerra è completamente incostituzionale ed illegale, non importa come la si presenti.
Il secondo problema è che il capo dell’antiterrorismo del governo americano Matthew Olson ha dichiarato che non c'è "alcuna informazione credibile" che lo Stato islamico (Isis) stia progettando un attacco contro l'America e che non c'è "alcuna indicazione della presenza di una cellula di combattenti stranieri che opera negli Stati Uniti”. E che, come ha riportato l'Associated Press , "l'FBI e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale hanno dichiarato che non ci sono specifiche o credibili minacce terroristiche agli Stati Uniti dal gruppo militante Isis”.
La piccola guerra di Obama ha incontrato subito dei seri problemi. Che cosa hanno fatto allora i falchi? Hanno rimodellato e rivenduto l'intera storia. Vedi il gruppo Khorosan.
Più rapidamente della nascita e dell’ascesa dell’ISIS, è emersa un’altra minaccia esistenziale della quale nessuno aveva mai sentito parlare. Non solo, questo gruppo rappresenterebbe una minaccia imminente per l'America.
“Il portavoce del Pentagono John Kirby ha rifiutato di andare nello specifico, ma ha detto alla ABC News: "Abbiamo avuto ottime indicazioni che questo gruppo, che è un gruppo molto pericoloso, stava tramando e pianificando imminenti attacchi contro obiettivi occidentali, anche negli Stati Uniti, e su questa base abbiamo colpito obiettivi del gruppo Khorasan all'interno della Siria".
Il Gruppo Khorasan - composto da circa 50 combattenti attivi – si è rintanato ad Aleppo, Siria, sotto la protezione dell'ala ufficiale di al Qaeda nel Paese, Jabhat al-Nusra, dove progettava attentati contro Stati Uniti ed Europa, anche con l’uso di aerei civili.”
Quindi, tutto ad un tratto il Pentagono identifica un gruppo di 50 combattenti in Siria, che comodamente ritiene affiliati ad al-Qaeda, e che starebbe pianificando un imminente attacco alla "patria".
Ci sono due ragioni per le quali diffidare di questa ricostruzione..
Prima di tutto, il governo degli Stati Uniti impiega una definizione estremamente bizzarra quando utilizza la parola imminente.
Come nota Trevor Timm sul Guardian:
“Prendete, per esempio, questa definizione da un documento del Dipartimento di Giustizia, che è trapelato lo scorso anno, destinato a giustificare l'uccisione di americani all'estero:
"Una minaccia "imminente" di attacco violento contro gli Stati Uniti non richiede che gli Stati Uniti abbiano la prova evidente che un attacco specifico a soggetti statunitensi si svolgerà nel futuro immediato".
Per tradurre: "imminente" può significare un sacco di cose ... tra cui "non imminente".
L'impiego di questa nuova definizione di imminente trova un secondo esempio in un articolo del New York Times:
"Gli analisti militari e di intelligence americani stavano ancora studiando i danni inflitti dai raid aerei, ma alti funzionari dell'amministrazione Obama hanno espresso la speranza di aver ucciso Muhsin al-Fadhli, il leader del gruppo Khorasan e un tempo affiliato ad Osama bin Laden. I funzionari hanno detto che azioni militari contro Khorasan erano state contemplate già negli ultimi mesi, ma solo la decisione del presidente Obama di colpire le forze dello Stato islamico all'interno della Siria ha fornito la possibilità di neutralizzare l'altra minaccia".
La campagna aerea contro Khorasan e Stato islamico ha preso il via proprio mentre Obama è volato a New York per incontrare i leader mondiali riuniti in occasione della sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Obama non ha chiesto il permesso delle Nazioni Unite per avviare la campagna militare, ma ha presentato i raid come frutto della collaborazione di una coalizione multinazionale che comprendeva cinque nazioni arabe: Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain.
"La maggior parte dei funzionari che hanno parlato pubblicamente hanno identificato la minaccia Khorasan come imminente ma un funzionario dell’antiterrorismo ha detto al Nyt che "il gruppo potrebbe non aver scelto il bersaglio, il metodo o anche la tempistica per un attacco. Un funzionario dell'intelligence ha detto separatamente che il gruppo stava per "raggiungere la fase in cui potrebbe essere in grado di fare qualcosa. "
Ricapitolando. Un attacco è imminente, ma non si sa quale gigantesco continente con centinaia di milioni di abitanti sui lati opposti dell'Oceano Atlantico sarà colpito?
Inoltre, essi "potrebbero non aver scelto il bersaglio, il metodo o anche la tempistica per uno attacco, e stanno "raggiungendo una fase in cui potrebbero essere in grado di fare qualcosa." Suona chiaramente come imminente!
Con gli americani di nuovo terrorizzati dalla minaccia degli islamisti, l’unico beneficiario sarà il complesso militare-industriale che è pronto a fare quello che gli riesce meglio. Farsi pagare.


