Forse tra alcuni anni Schengen diventerà il nome di una vergogna da ricordare. Alberto Negri

"I migranti ormai vengono utilizzati come un’arma, uno strumento di pressione e una moneta di scambio, dalla Turchia"

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Forse tra alcuni anni Schengen diventerà il nome di una vergogna da ricordare. Alberto Negri


di Alberto Negri*

In una piccola isola come Lampedusa hanno accolto migliaia di profughi: 300mila negli ultimi 20 anni. A Idomeni, dopo settimane, non si riesce a dare da mangiare, bere e dormire a 12mila sulla terraferma. C’è qualche cosa che non va: i migranti ormai vengono utilizzati come un’arma, uno strumento di pressione e una moneta di scambio, dalla Turchia alla Grecia, agli stati membri dell’Unione, dell’Est e dell’Ovest. Se fossero stati gli sfollati di un terremoto avrebbero già trovato da tempo tende e assistenza: sono stati invece gettati allo stato brado sotto l’obiettivo delle tv per creare la psicosi dell’emergenza e sollevare reazioni epidermiche e superficiali nell’opinione pubblica europea. La politica delle emozioni ha ormai sostituito non solo le ideologie, sepolte da un pezzo, ma anche la più banale razionalità e il buonsenso. Si fanno accordi, disaccordi e vertici europei lasciando che degli esseri umani vengano torturati a cielo aperto e in diretta tv. Schengen, il nome di un accordo per la libera circolazione delle persone, forse tra alcuni anni diventerà quello di una vergogna da ricordare.

 *Post Facebook pubblicato su gentile concessione dell'autore 

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