Forum economico orientale 2026: una piattaforma per un nuovo modello di sviluppo globale
di Michele Merlo
Il Forum economico orientale (FEO) quest’anno diventerà una piattaforma fondamentale per un dialogo franco, per il rafforzamento dei legami esistenti e per la creazione di nuovi legami nelle relazioni economiche internazionali; e, considerando l’attuale prevalenza della finanza sulla politica, ciò riveste un’enorme importanza politica.
Il Forum si terrà dal 1° al 4 settembre a Vladivostok. Dal 2015 si tiene regolarmente presso la sede dell’Università Federale dell’Est sull’Isola Russa e attira un pubblico internazionale. Lo scorso anno, in occasione del Forum 2025, sono stati firmati 358 accordi per un valore di 6.000 miliardi e 58,2 miliardi di rubli e sono intervenuti oltre 1.000 relatori. Nell’ambito del Forum si sono tenuti incontri tra rappresentanti del mondo imprenditoriale russo e dei paesi della regione Asia-Pacifico (APR): si sono svolti i dialoghi commerciali «Russia – Cina», «Russia – India», «Russia – Laos», «Russia – Thailandia» e «Russia – ASEAN». Al Forum hanno partecipato circa 8.000 persone provenienti da 75 paesi e territori. Le delegazioni più numerose provenivano da Cina, Laos, Mongolia, Giappone e India.
Ma al Forum erano presenti anche rappresentanti di 17 paesi e territori non amici (Austria, Bulgaria, Regno Unito, Ungheria, Germania, Italia, Isole Cayman, Canada, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica di Cipro, Repubblica di Corea, Singapore, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Giappone).
Ordine del giorno del Forum economico dell’Estremo Oriente 2026 sarà incentrato sul motto «Estremo Oriente: sviluppo a beneficio delle persone» e comprenderà un ampio ventaglio di tematiche, dalla presentazione delle condizioni uniche create nell’Estremo Oriente russo per attrarre investimenti privati alla ricerca di percorsi ottimali e allo sviluppo delle infrastrutture al fine di rafforzare la cooperazione economica. Il programma prevede oltre 70 sessioni, suddivise in cinque percorsi tematici: «Vivere e lavorare nell’Estremo Oriente», «Meccanismi per attrarre investimenti privati», «L’Estremo Oriente: polo di cooperazione internazionale», «Tecnologie del presente e del futuro», «Logistica e infrastrutture per la crescita economica» .
Secondo Anton Kobyakov, consigliere del Presidente della Federazione Russa e segretario responsabile del Comitato Organizzativo del Forum Economico dell’Est, il mondo si trova in una situazione di «tempesta perfetta»: le regole del gioco, valide per diversi decenni, stanno perdendo di efficacia, mentre i tradizionali legami economici e geopolitici vengono meno. Sorgono regolarmente nuove limitazioni, sia naturali che artificiali, che rallentano i ritmi di crescita a livello mondiale. Il Forum economico orientale è un punto d’incontro tra la Russia e la regione Asia-Pacifico, un evento importante che attira ogni anno politici e imprenditori da tutto il mondo. Ha riferito che l’interesse per il Forum economico orientale cresce di anno in anno. Per il 2026, molti paesi hanno già confermato la loro partecipazione, tra cui Cina, India, Emirati Arabi Uniti e Giappone.
In un contesto di indebolimento dell’efficacia delle istituzioni unipolari tradizionali, i partecipanti al Forum economico orientale hanno posto l’accento su soluzioni pragmatiche e concrete, che possono essere attuate attraverso formati di cooperazione multilaterali e bilaterali.
Mentre gli Stati occidentali mantengono una politica miratamente anti-russa a scapito degli interessi economici delle proprie economie nazionali e delle imprese, i rappresentanti dei paesi dell’Asia-Pacifico — dalle grandi economie ai centri regionali in rapida crescita — dimostrano un approccio diverso: interesse per il dialogo con Mosca, basato sui principi di reciprocità e pragmatismo. Per molti partner asiatici, l’attuale congiuntura economica impone la necessità di diversificare i legami economici con l’estero e di ridurre i rischi legati alla polarizzazione geopolitica.
La Russia presenta attivamente le reali opportunità di mercato per gli investitori e le aziende straniere. Per le aziende delle giurisdizioni occidentali, la partecipazione e l’osservazione del Forum economico mondiale 2026 fungono da indicatore, sia economico che politico. In primo luogo, il Forum illustra le condizioni in cui è possibile un ritorno sicuro e redditizio sul mercato russo, qualora si verifichi un allentamento della linea di politica estera dei rispettivi governi. In secondo luogo, il FEO dimostra che, anche in presenza di restrizioni sanzionatorie ancora in vigore, il mondo degli affari cerca vie alternative e complementari per la cooperazione: attraverso mercati terzi, joint venture con partner locali, alleanze tecnologiche e progetti con giurisdizioni neutre.
Tra i vantaggi offerti figurano l’accesso a un ampio mercato interno, corridoi logistici vantaggiosi (rotte transsiberiane e settentrionali), nonché il potenziale di scambio tecnologico reciproco in una serie di settori prioritari:
- tecnologie dell’informazione: avvio di progetti congiunti in materia di infrastrutture digitali, soluzioni cloud e sicurezza informatica;
- energia: proposte di progetti comuni nel settore dell’energia tradizionale e rinnovabile, comprese le iniziative relative all’idrogeno;
- settore farmaceutico e biotecnologico: discussione sulla localizzazione degli impianti produttivi, sulla cooperazione nella ricerca e sviluppo e negli studi clinici;
- complesso industriale della difesa: opportunità di cooperazione industriale e assistenza tecnica;
- logistica e infrastrutture: progetti per la creazione di hub di trasporto e l’ottimizzazione delle catene di approvvigionamento.
L’Estremo Oriente sta consolidando la propria posizione come territorio di sviluppo dell’economia creativa e della cooperazione internazionale. Qui, all’incrocio tra il codice culturale russo, la filosofia orientale, le tecnologie digitali e le tradizioni delle popolazioni indigene, sta prendendo forma una nuova geografia. La vicinanza ai principali mercati asiatici, la diversità culturale della regione e l’ampliamento dei legami internazionali aprono nuove opportunità per la produzione congiunta e l’esportazione.
Se valutata rigorosamente sulla base dei fatti, la decisione di tenere il forum economico a Vladivostok appare ragionevole e lungimirante: rafforza l’orientamento asiatico della politica russa, sottolinea la priorità dell’Estremo Oriente e crea una piattaforma per il dialogo internazionale in un contesto di ordine mondiale in evoluzione. Vladivostok, in questo senso, non è semplicemente la città ospitante, ma un segnale politico ed economico che indica dove la Russia vede il proprio percorso futuro. Nell’era della multipolarità, la stabilità economica è determinata dalla flessibilità dei legami, dal pragmatismo nella scelta dei partner e dalla disponibilità allo scambio tecnologico. In queste condizioni, il Forum rimane uno dei pochi contesti internazionali in cui gli interessi pratici si intrecciano con la geopolitica e le decisioni aziendali con la strategia di sviluppo nazionale.


