Francia e Germania contro il meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato nel Ttip

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Francia e Germania hanno assunto una posizione chiara contro l'inclusione del meccanismo di risoluzione delle controversie Investore Stato nei negoziati commerciali in corso con gli Stati Uniti.  

Matthias Fekl, il segretario di Stato francese per il Commercio Estero, ha detto ad EurActiv cha la Francia non avrebbe "mai permesso a tribunali privati ​​al soldo delle multinazionali di dettare le politiche di Stati sovrani, in particolare in alcuni settori come la salute e l'ambiente".

"Crediamo che il meccanismo di risoluzione delle controversie debba essere profondamente esaminato, ma questo non significa che diffidiamo degli Stati Uniti", ha detto Fekl.

Il governo francese teme che di poter ritrovarsi ad avere a che fare con le "richieste esorbitanti" delle grandi multinazionali. Questo potrebbe minacciare "le finanze pubbliche e comportare un onere economico per i cittadini", ha spiegato il Segretario di Stato.

Esistono esempi, anche se in piccolo numero. La decisione della Germania di abbandonare l'energia nucleare ha dato luogo a una denuncia presentata dalla società energetica svedese Vattenfall, la cui azione legale potrebbe costare al governo tedesco alcuni miliardi di euro di danni.
 
Questa situazione trova una risonanza particolare in Francia, nel contesto del piano del governo francese di ridurre la capacità nucleare del paese nei prossimi anni. 

Il ministro dell'Ambiente tedesco, Barbara Hendricks, ha dichiarato alla stampa tedesca che rimane "scettica sul meccanismo di risoluzione delle controversie", che crede sia "semplicemente non necessario".  

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