Fuga dagli enti locali e affidamenti senza gara sono parti integranti di una stessa strategia?

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Fuga dagli enti locali e affidamenti senza gara sono parti integranti di una stessa strategia?

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di Federico Giusti
 
Due argomenti, apparentemente lontani, meritano di essere affrontati e discussi:: gli organici negli enti locali e il sistema delle gare.
 
A prima vista sembrerebbero due questioni dipendenti da distinte problematiche, la prima  legata ai tetti di spesa e alle norme che regolano le assunzioni -limitandole per altro fortemente- la seconda rinvia alla disciplina che regola gli appalti pubblici.
 
La cronica carenza di personale negli enti locali genera anche maggiore difficoltà nella gestione di servizi e uffici, ma se avrete la pazienza di seguire qualche ragionamento i due argomenti vi sembreranno invece in sintonia e tra loro in stretta connessione.
Le assunzioni nei Comuni devono da sempre affrontare due criticità, la prima legata ai bassi salari (i più bassi del comparto pubblico), la seconda invece agli elevati carichi di lavoro, in questi termini vanno spiegate le dimissioni cresciute di oltre il 100 per cento nell'arco degli ultimi sei anni e ormai arrivate a superare anche le uscite per i pensionamenti
 
Non solo dipendenti in pensione per sopraggiunti limiti di età, abbiamo anche colleghi in fuga volontaria con l'età media di chi rimane superiore ai 50 anni di età
Un gran problema da risolvere, e in fretta, se pensiamo che quasi la metà degli organici attuali sono destinati alla pensione da qui a 7 anni.
 
Fatti due conti allora gli Enti locali hanno subito tagli agli organici paurosi e preoccupanti, la lotta al debito pubblico si è ripercossa sui salari (potere di acquisto in costante e progressiva erosione) e sui numeri effettivi della forza lavoro attiva , anzi certi numeri sono anche serviti per esternalizzare i servizi.
 
Per chi non credesse alle nostre analisi potrà andarsi a leggere il rapporto Ifel sui Comuni da poco in diffusione a cura dell'Anci.
 
I dati sono preoccupanti, a quanti parlano di incrementi delle dotazioni organiche è bene ricordare che tra pensionamenti e uscite volontarie, confrontati i numeri con i nuovi concorsi il saldo attivo è inferiore al mezzo punto in percentuale . Dal 2007 ad oggi siamo passati da quasi 480 mila dipendenti a circa 343.200.
 
Questo calo vertiginoso ha portato a trasferire alle società in house, o ad esternalizzare, funzioni importanti. Il personale oggi è di circa 1600 unità superiore ai minimo storico del 2023, i dati statistici restano preoccupanti se pensiamo alle crescenti incombenze scaricate sugli Enti locali, per dirne una i progetti PNRR
 
Con organici risicati sarà possibile erogare dei servizi degni della aspettative e dei bisogni espressi dalla cittadinanza? . 
 
Veniamo alla seconda causa della fuga dagli enti locali (dando per scontato che i carichi di lavoro restino tra le cause delle dimissioni) ossia i bassi salari, basti pensare che  in media gli stipendi sono inferiori di circa sette mila euro annui rispetto ai colleghi ministeriali con profili professionali identici.
 
Chi poi avrebbe dovuto porre fine a questa iniquità con gli ultimi contratti si è letteralmente dimenticato l'impegno assunto, potremmo parlare quindi di promesse da marinaio se non fosse che qualche marinaio paragonato ad Aran e Sindacato potrebbe sentirsi chiamato in causa inopportunamente
 
Questa la tragicommedia degli enti locali tra organici inadeguati e miseria salariale.
 
Ma veniamo invece all'altra notizia ossia al basso numero delle gare aggiudicate  attraverso bandi
 
L’86% dei lavori pubblici sopra i 40mila euro viene affidato senza gara, una notizia rilevante appresa dalla relazione annuale 2025 dell’Anac, Mentre si parla di situazioni eccezionali si comprende che l’affidamento diretto è già una realtà dentro quella preoccupante e silenziosa trasformazione dei mercati pubblici tra affidamenti fiduciari o negoziati senza bando. La Relazione dell'Anac alla cui relazione rinviamo, serve per aprire una ultima riflessione ossia la ragione per la quale gli affidamenti diretti e le procedure senza bando siano tanto diffuse.
 
La prima risposta è che tale situazione è dettata dalla volontà politica di chi governa gli enti locali, ma forse altre spiegazioni sono possibili: le carenze degli organici, la insistenza verso procedure semplificate per risparmiare tempo e non perdere i finanziamenti pubblici. Intanto diamo due numeri:  la percentuale degli affidamenti diretti (53,5%) delle procedure ristrette senza bando (32,5%). 
 
Le gare con tanto di pubblicazione arrivano a malapena al 14% e includendo anche le forniture al di sotto dei 40mila euro, l’affidamento diretto spopola  superando il 90 per cento dei casi. Inutile ricordare i fenomeni corruttivi, le pressioni, spesso indebite, che aleggiano attorno alle gare, la centralizzazione delle committenze non è di aiuto soprattutto quando sono in ballo anche le condizioni retributive e contrattuali della forza lavoro, molte gare per l'affidamento di servizi pubblici avvengono calcolando il costo del personale al ribasso e senza mai prevedere ulteriori risorse per la contrattazione di secondo livello.
 
Pochi esempi eloquenti,  in un caso e nell'altro, la questione dei bassi salari, degli organici inadeguati, del mancato sistema dei controlli, del sistema delle deroghe e la tendenza a spostare funzioni e servizi verso le partecipate o le esternalizzazioni, tornino sempre in ballo presentandosi come caratteristiche proprie degli Enti locali e degli appalti. Riducendosi gli organici, mal pagando il personale non si risolveranno i problemi legati alla gestione dei servizi, non saranno superate le difficoltà nel bandire gare vere e proprie. Ricordiamocelo quando pensiamo che aziende in house e privatizzazioni siano scelte risolutrici

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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