G7, Trump sull'Iran: "L'accordo non è definitivo. Se non rigano dritto, torneremo a sganciare bombe"
Dal vertice del G7 in Francia arrivano dichiarazioni destinate a far discutere. Al termine di un incontro bilaterale con il presidente egiziano Al-Sisi, Donald Trump ha parlato a ruota libera della delicata situazione con l'Iran, alternando l'ottimismo economico a minacce militari pesantissime.
Il Presidente statunitense ha subito chiarito che l'attuale intesa con Teheran è tutt'altro che blindata:
"Non è un accordo definitivo, si tratta di un memorandum d'intesa. E se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo a sparargli e a sganciare bombe proprio in mezzo alla loro testa".
I mercati brindano, ma la tensione resta alta
Nonostante i toni bellicosi, Trump ha sottolineato che l'andamento delle trattative sta rassicurando gli investitori, definendo i mercati "molto soddisfatti" degli ultimi sviluppi. Tuttavia, la linea di Washington rimane di totale fermezza finanziaria.
Il tycoon ha smentito categoricamente le indiscrezioni secondo cui l'accordo prevederebbe un fondo statunitense da 300 miliardi di dollari destinato alla ricostruzione di Teheran:
"Sono notizie false. Non stiamo investendo nemmeno 10 centesimi, non stiamo investendo e non abbiamo stanziato alcun fondo".
Il ruolo dei Paesi del Golfo
Se da un lato gli Stati Uniti chiudono i rubinetti, dall'altro non vietano ad altri attori globali di muoversi nello scacchiere mediorientale. Trump ha precisato di non aver chiesto esplicitamente ai Paesi del Golfo di investire in Iran, ma ha aggiunto che "se decidessero di farlo in futuro, per noi va bene".
Una concessione che resta comunque congelata nel breve termine: "Direi che non lo faranno per un po', almeno finché non avranno capito quale sarà il reale comportamento degli iraniani", ha concluso il Presidente, rimandando ulteriori dettagli a una conferenza stampa prevista nelle prossime ore.


