Gaza, AP e Reuters a Israele: «Perché avete ucciso i nostri giornalisti?»

2489
Gaza, AP e Reuters a Israele: «Perché avete ucciso i nostri giornalisti?»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

A distanza di un anno dall'attacco israeliano all'ospedale Nasser di Gaza, che causò la morte di oltre venti persone, tra cui cinque giornalisti, Associated Press e Reuters hanno rotto il silenzio con una dichiarazione congiunta che chiede a Israele di fornire le «risposte chiare e le spiegazioni che un incidente di tale gravità richiede».

In una nota diffusa martedì, in occasione del primo anniversario del bombardamento del 25 agosto 2025, le agenzie di stampa hanno sottolineato che i reporter sono stati uccisi in un ospedale, un luogo protetto dal diritto internazionale e un punto nevralgico per la copertura giornalistica da Gaza. «Chiediamo nuovamente al governo di Israele di fornire spiegazioni sulla morte di questi giornalisti e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere i giornalisti che coprono il conflitto», hanno dichiarato.

Tra le vittime figuravano il cameraman della Reuters Hussam al-Masri, la giornalista visiva Mariam Dagga, che lavorava per l'AP e altre testate, e Moaz Abu Taha, un freelance che collaborava con la Reuters. Gli altri due giornalisti uccisi erano il fotografo di Al Jazeera Mohammad Salama e Ahmed Abu Aziz, che lavorava per il Quds Feed Network. L'attacco è avvenuto due settimane dopo che quattro giornalisti di Al Jazeera erano stati uccisi in un raid israeliano nei pressi dell'ospedale al-Shifa nella città di Gaza.

 

Le indagini promesse e mai concluse

L'IDF ha ammesso di aver effettuato l'attacco «double-tap» contro l'ospedale Nasser, dichiarando di deplorare i danni causati a «persone non coinvolte» e negando di aver preso di mira deliberatamente i giornalisti. Ha inoltre promesso un'indagine. Tuttavia, a un anno di distanza, né AP né Reuters hanno ricevuto risposte soddisfacenti.

La richiesta delle due agenzie si inserisce in un quadro più ampio di crescente preoccupazione per la sicurezza dei giornalisti a Gaza. Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), Israele è responsabile di due terzi dei 129 giornalisti e operatori dei media uccisi in tutto il mondo nel 2025, e Gaza è stata descritta come la missione più letale per i reporter da quando l'organizzazione ha iniziato a raccogliere dati nel 1992. Il CPJ ha inoltre sottolineato che Israele ha condotto poche indagini trasparenti e che nessuno è stato ritenuto responsabile nei casi esaminati.

Reuters ha inoltre ribadito la propria richiesta di spiegazioni per la morte del giornalista visivo Issam Abdallah, avvenuta nell'ottobre 2023, ucciso dal fuoco di un carro armato israeliano mentre stava realizzando un servizio nel Libano meridionale. Anche in quel caso, le risposte di Israele sono state giudicate insoddisfacenti.

L'IDF ha respinto «con forza» le accuse secondo cui prenderebbe di mira intenzionalmente i giornalisti o le loro famiglie. Ma per AP e Reuters, le parole non bastano più: ciò che serve sono fatti, indagini trasparenti e, soprattutto, che i responsabili di questi crimini vengano finalmente chiamati a rispondere delle loro azioni.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti