Gelo tra Bahrein ed Iran dopo la proposta di unione degli stati del golfo
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Il progetto di unione tra Bahrein ed Arabia Saudita è al centro di una controversia diplomatica sempre più accesa tra Manama e Teheran. Mercoledì il ministro degli esteri del Bahrein ha richiamato l'incaricato diplomatico iraniano a Manama per protestare contro quello che ha definito “una grossa violazione della propria sovranità”. La dichiarazione fa seguito alla presa di posizione dell'Iran, che aveva invocato dimostrazioni popolari contro la proposta di unione tra il Bahrein e l'Arabia Saudita. In settimana lo Speaker del Parlamento Ali Larijani ha dichiarato: "Se il Bahrein deve unirsi ad un altro paese, quello è l'Iran e non l'Arabia Saudita". Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran, Ramin Mehmanparast, ha minacciato che "ogni tipo di intervento esterno senza rispettare il voto del popolo aumenterà le ferite esistenti nel paese".
Lunedì durante un summit a Riad del Consiglio degli Stati del golfo - costituito nel 1981 tra le sei monarchie sunnite degli stati del golfo con lo scopo di rafforzare la sicurezza dopo la rivoluzione islamica del 1979 e per arginare le ambizioni regionali dell'Iraq di Saddam Hussein – si è discusso la proposta saudita di creare un'unione economica e di sicurezza sul modello europeo. Il primo passo dovrebbe essere quello di un'unione a due Arabia Saudita e Bahrein per poi allargare l'integrazione anche agli altri quattro paesi del golfo persico. Il vertice si è tuttavia chiuso con un nulla di fatto ed il ministro degli esteri saudita ha dichiarato che la decisione è posticipata. Tuttavia, la sola discussione è servita a fomentare l'opposizione sciita in Bahrein, in rivolta da oltre un anno contro il regime sunnita, che ha sempre accusato l'Iran di supportare le proteste di massa.


