George Friedman presidente di Stratfor (rivista molto vicina all'intelligence americana): "in Ucraina un colpo di stato pianificato dagli Usa"

Renzi, Gentiloni e Mogherini si fideranno ora che ad ammetterlo è lo stesso padrone americano?

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George Friedman presidente di Stratfor (rivista molto vicina all'intelligence americana): "in Ucraina un colpo di stato pianificato dagli Usa"

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Da mesi ormai chi ha cercato di documentare attraverso le fonti quello che è accaduto in Ucraina dal febbaio scorso - colpo di stato finaziato da Usa e Ue e porato avanti da gruppi neo-nazisti contro il presidente eletto democraticamente - ad oggi - ingresso di cittadini stranieri nel governo di Kiev, creazione di un Ministero della Verità, default indotto e scomparsa dell'oro dalla Banca centrale del paese - vi ha provato a spiegare che quello che stava accadendo a Kiev non era affatto quel percorso di libertà e democrazia che dalla Melandri (contenta per le opportunità che si aprivano alla sua colf) a Gentiloni, Renzi e Mogherini vi provavano a balbettare.

Il piano è chiaro ed è un programma folle di politica estera degli Stati Uniti che pur di arrivare a imporre la Nato ai confini con la Russia e pur di sostituire l'esportazione in Europa del suo gas di scisto (più costoso) a quello russo sembra disposto ad arrivare alle estreme conseguenze. Ecco, per seguire questo piano folle l'Europa ha deciso l'eutanasia economica, chiamate sanzioni a Mosca e fine del progetto South Stream. E nel farlo i paesi membri dell'Ue hanno seguito quello che George Friedman presidente di Stratfor (rivista molto vicina all'intelligence americana) ci conferma essere un colpo di stato pianificato. "Gli Stati Uniti hanno pianificato il colpo di stato avvenuto in Ucraina nel febbraio 2014 come reazione alla politica adottata dalla Russia sul caso della Siria". Renzi, Gentiloni e Mogherini si fideranno ora che ad ammetterlo è lo stesso padrone americano?


Dall'analisi di Gianni Petrosillo su Conflitti e Strategie

Mentre i nostri Repubica, Spedizioniere della sega, Sfatto giornaliero - ogni riferimento a testate esistenti è puramente inventato, proprio come i giornali s'inventano le notizie - continuano con la solfa della rivoluzione democratica in Ucraina, George Friedman di Stratfor (rivista molto vicina all'intelligence Usa) rilascia un'intervista al Kommersant e paro paro afferma che gli Stati Uniti hanno cambiato con la forza i confini dell'Europa sin dalla caduta dell'URSS, partendo dalla Jugoslavia, passando per il Kosovo e finendo, per il momento, all'Ucraina.
 
Ohibò, e tutto quello che per anni hanno scritto i fogliacci di cui sopra, tra amore per la libertà e afflato per i diritti umani delle popolazioni che volevano affrancarsi da 50 anni di dittatura sovietica, che fine fa? Mandiamo la pubblicità per interrompere questa figura di merda? Non si può, qui non siamo ad un reality show! E' la vita bellezza ed allora continuiamo. Sui fatti di Majdan e sulla successiva formazione di un governo filo-occidentale a Kiev Friedman non ha dubbi: tutto organizzato dai servizi segreti americani per limitare le aspirazioni regionali della Russia. Ma come? I gioralisti nostrani ci hanno sempre raccontato che le barricate in piazza degli ultraortodossiliberali di Pravy Sektor, Svoboda, nonché dei malviventi all'uopo scarcerati, erano spontanee manifestazioni di affetto per lo stile di vita occidentale, esempi illuminanti di esercizio del libero arbitrio in uno stato prima bordello ed ora anche peggio.
 
Che delusione, ci hanno mentito. O forse non lo sapevano nemmeno loro, non è che uno può scrivere sotto dettatura e pensare allo stesso momento. Il giornalista non è multitasking ma è molto attento alla sua di tasking che per camuffare chiama rispetto per la deontologia del mestiere. Il più antico del mondo, dopo quello al lupanare.
 
Dunque, tutta colpa (o merito) degli yankees sostiene lo yankee. E se ce lo racconta lui dobbiamo crederci. Friedman è un analista intelligente e scaltro che parla anche di un tentativo americano di creare un cordone sanitario intorno a Mosca per limitare la sua espansione egemonica. Nulla di personale contro i russi, solo geopolitica e rapporti di forza. Questa nuova cortina di ferro sarà stesa da Bucarest a Tallin, un muro virtuale per sbarrare il passo al Cremlino e separarlo dall'Europa. Per questo la Russia risulterà sempre troppo vicina alle basi Nato nel Vecchio Continente, come ha riferito un burlone di Washington.
 
Tutto chiaro ora che lo abbiamo sentito direttamente dalla voce del padrone?

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