"Gesù oggi sarebbe tra gli oppressi di Ferguson e Gaza". Il leader supremo iraniano Ali Khamenei

Con una serie di messaggi dal suo account twitter, il leader iraniano torna ad attaccare l'amministrazione americana

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"Gesù oggi sarebbe tra gli oppressi di Ferguson e Gaza". Il leader supremo iraniano Ali Khamenei


Un account Twitter che si ritiene appartenente al supremo leader iraniano, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato un durissismo attacco all'amministrazione americana nelle ultime ore, criticando la violenza della polizia e il razzismo dopo i noti fatti di Ferguson, attraverso una serie di messaggi con gli hashtag utilizzati per la protesta popolare e con riferimenti a Gesù.

In una serie di tweet di domenica, l'account ha attaccato quello che definisce l'ipocrisia americana sulle proteste di Ferguson. Ed è arrivato fino a porre in contrasto le ragioni bibliche della sofferenza di Gesù per gli oppressi all'oppressione attuale della polizia contro gli Afro-americani. In uno dei tweet, in particolare, il leader supremo ha fatto un parallelo tra la battaglia in atto in America di fronte alla repressione delle forze dell'ordine e le sofferenze dei palestinesi a Gaza. “Se Gesù fosse tra noi oggi non sprecherebbe un secondo per combattere gli arroganti e supportare gli oppressi #Ferguson #Gaza”.
 
Non è la prima volta che attraverso questo account, Khamenei decide di criticare la brutale repressione della polizia nei confronti della popolazione nera americana. Ad agosto, in occasione della morte di Michael Brown, un adolescente di colore disarmato e colpito con un'arma da fuoco dal poliziotto Darren Wilson a Ferguson, il leader supremo iraniano aveva parlato di "oppressione" per i neri americani. In un suo tweet aveva scritto: "Today like previous years, African-Americans are still under pressure, oppressed and subjected to discrimination. #Ferguson".
 

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