Gino Strada: "I malati di Ebola sono essere umani come noi, che hanno i nostri stessi diritti".
Il fondatore di Emergengy critica il Governo che non stanzia risorse necessarie e chi dà la caccia agli untori
Gino Strada è letteralmente incazzato. Ieri sera, dal collegamento di Servizio Pubblico con la sede di Emergency in Sierra Leone, traspare nel suo volto, nelle sue parole la delusione, la rabbia, non solo per chi da ignorante non sa discernere l’immigrazione dall’ebola (facendo la caccia agli untori o sfoggiando la maglietta “Stop invasion”) ma anche per chi “ignora” il problema, per chi rimane inerte di fronte all’epidemia di Ebola. In primis il Governo, le istituzioni, che stanno facendo pochissimo o forse niente. Emergency è sola lì a sfidare il mostro che si sta accanendo come il diavolo su una popolazione indifesa e che ha già sofferto in passato una guerra civile.
“Le persone che si stanno ammalando di Ebola sono essere umani che hanno esattamente i miei diritti. Fine della discussione per quanto mi riguarda. Non posso mettere in discussione questo punto: che gli essere umani sono uguali, altrimenti non capisco più il limite tra la legalità e la delinquenza”.

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