Giornalista iraniano liberato da Israele denuncia: "Sono stato privato di ogni diritto"
Il regime israeliano ha rilasciato, oggi, un corrispondente della rete iraniana in lingua araba Al-Alam, quattro giorni dopo il suo arresto.
Bassam al-Safadi è stato arrestato mercoledì scorso dopo che i soldati israeliani hanno fatto irruzione a casa sua nel Golan siriano occupato. In seguito è stato messo agli arresti in una prigione nel nord dei territori occupati.
Secondo una fonte della polizia, un tribunale di Nazareth ha stabilito che Al-Safadi, 43, doveva essere detenuto fino ad oggi, quando è stato messo in "libertà vigilata, con arresti domiciliari per cinque giorni."
Nella sua prima intervista rilasciata, oggi, alla catena Tv dove lavora, Al-Safadi ha indicato che il regime di Tel Aviv ha accusato di "diffusione (di informazioni) che supportano un gruppo terrorista e incitamento del terrorismo".
Il Reporter di Al-Alam nelle Alture del Golan siriano occupato ha realizzato alcuni reportage molto importanti in questa regione, tra cui uno sul furto di petrolio da questa zona da parte di Israele.
اول مقابلة مع مراسل قناة العالم في الجولان بعد الافراج عنهhttps://t.co/f41KRWOjMw#قناة_العالم pic.twitter.com/mwbcYU8EXF
— @alalam_news (@alalam_news) 5 giugno 2016
"Mi hanno ma devo sottostare ad alcune condizioni, tra cui arresti gli domiciliari (...) Ogni giorno mi interrogato in carcere dove sono stato privato dei diritti minimi posseduti da ogni prigioniero", ha raccontanto Al-Safadi.
Egli ha condannato il "trattamento inumano" del regime di occupazione con coloro che lavorano nei media nella zona e ha assicurato che tale comportamento "non hanno nulla a che vedere con i principi della libertà di espressione".
Il capo redattore di Al-Alam in Siria, Hussein Mortada, ha dichiarato all'agenzia di stampa AFP che l'arresto del corrispondente risponde ad una "campagna sistematica" di Israele contro i media.


