Gli attentati di Parigi: il contraccolpo della politica occidentale in Medio Oriente. Ron Paul

"Dobbiamo abbandonare le politiche fallimentari del passato, prima che sia troppo tardi"

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Gli attentati di Parigi: il contraccolpo della politica occidentale in Medio Oriente. Ron Paul

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Gli orribili attacchi di Parigi hanno, prevedibilmente, portato ad un eccesso di reazione e domande su cosa sia necessario o giusto fare. I militari francesi non hanno perso tempo a bombardare la Siria come rappresaglia per gli attacchi, anche se ancora non si sa esattamente nulla sulla provenienza degli aggressori, scrive Ron Paul sul sito del suo Istituto.
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Migliaia di combattenti dell'ISIS in Siria non sono siriani, ma sono arrivati in Siria per rovesciare il governo di Assad da diversi paesi esteri, anche da Francia e Stati Uniti.

Ironicamente, il rovesciamento di Assad è anche l'obiettivo di Stati Uniti e Francia almeno dal 2011. Gli Stati Uniti e i loro alleati, prosegue Paul, sono essenzialmente sullo stesso lato dell'ISIS e di altri gruppi che cercano il rovesciamento di Assad e molte delle armi che hanno inviato alle fazioni "moderate" -  che cercano anche loro di far cadere Assad - sono finite nelle mani dei radicali. I gruppi moderati si sono uniti alle fazioni più radicali più e più volte, portando con loro la formazione e le armi che gli Stati Uniti gli avevano fornito. Altri membri di gruppi moderati sono stati catturati o uccisi, e le loro armi, sempre fornite dagli Usa sono finite ai gruppi radicali. Così le fazioni più radicali sono diventate meglio equipaggiate e meglio preparate mentre di tanto in tanto vengono attaccate dai cacca degli Stati Uniti.

Non è questa la ricetta per il tipo di disastro che abbiamo visto a Parigi? I francesi, in particolare, sono stati molto attivi nell'armare anche i gruppi più radicali in Siria, che spingono per una maggiore influenza politica nella regione. Perché si rifiutano di credere nel concetto di contraccolpo? Forse perché la spiegazione che "ci odiano perché siamo liberi" rende più facile un'escalation militare all'estero e un giro di vite a casa? Potrebbe non essere popolare dire questo mentre le emozioni sono forti e si moltiplicano gli appelli per intensificare i bombardamenti in Medio Oriente, ma c'è un altro modo per affrontare il problema. C'è un'alternativa all'utilizzo di un intervento militare per risolvere un problema che è stato causato da un intervento militare. Tale soluzione è quella di respingere i militaristi e gli isolazionisti. Respingere la politica dell'utilizzo del "cambio di regime" per perseguire gli obiettivi della politica estera occidentale, come è stato in Iraq, Libia, Siria o altrove. Respingere l'idea folle che possiamo spedire centinaia di milioni di dollari di armi per i"moderati" in Medio Oriente e aspettarci che queste non cadano nelle mani dei radicali. Più bombe non risolveranno i problemi in Medio Oriente. Ma un approccio più promettente per il Medio Oriente è attualmente sotto il fuoco degli isolazionisti a Washington. L'accordo nucleare con l'Iran porrà fine al regime di sanzioni contro il paese e lo aprirà al commercio internazionale. Proprio la settimana scorsa i presidenti di Francia e lran si sono incontrati per discutere una serie di accordi commerciali. Altri paesi hanno seguito il loro esempio. Il commercio e il rispetto della sovranità nazionale trionfano sulla violenza, ma Washington ancora non sembra averlo capito. 

Ecco l'alternativa:  concentrarsi su commercio e relazioni amichevoli, interrompere il flusso di armi, abbandonare la politica del  "cambio di regime" e altre manipolazioni, rispettare la sovranità nazionale. Dobbiamo abbandonare le politiche fallimentari del passato, prima che sia troppo tardi.  

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