Gli esperti avvertono Kiev: “Le tariffe imposte dal FMI potrebbero provocare un’esplosione sociale in Ucraina”
di Eugenio Cipolla
La richiesta, l’ennesima, rivolta a Poroshenko affinché sciolga la Verkhovna Rada e convochi elezioni legislative anticipate, è arrivata ieri pomeriggio, sulla nuova piattaforma messa a disposizione dalla presidenza ucraina, dove i cittadini possono lanciare petizioni e “costringere” il presidente a prenderle in considerazione. «I parlamentari – si legge nel testo della petizione – sono incompetenti e populisti, incapaci di capire il processo legislativo, incapaci di lavorare per il bene del loro Stato. Le loro attività sono ipocrite e corrotte, ciascuno dei parlamentari presenti in Rada è impegnato esclusivamente nel processo di saccheggio del paese. Per questo chiediamo che il presidente sciolga immediatamente la Rada». Parole pesanti, che in pochissime ore hanno già raccolto sette delle venticinque mila firme necessarie per far finire la pratica sulla scrivania di Poroshenko. Nulla, per carità, rispetto al corpo elettorale ucraino (composto da milioni di persone, non certo da migliaia), di certo sintomatico circa il difficile rapporto che il popolo dell’ex repubblica sovietica sta vivendo con la classe politica del Paese.
Nonostante la cacciata di Yatsenyuk e la nomina del nuovo premier, l’ex speaker della Rada, Volodymyr Groysman, la situazione non è cambiata di molto.
Finanziariamente l’Ucraina rimane in bilico tra i diktat del Fondo Monetario Internazionale e la guerra nell’est del paese, che imperversa da due anni e sottrae alle casse dello Stato qualcosa come 5-7 milioni di dollari al giorno. Politicamente la situazione è molto delicata, perché gli equilibri potrebbero cambiare da un momento all’altro.
L’ascesa inarrestabile di Yulia Tymoshenko e del suo partito, Patria, è la vera spina nel fianco di Poroshenko. Il gradimento dell’eroina è in continua salita. L’altro giorno, sfruttando abilmente il malcontento popolare sulla situazione economica attuale, la Tymoshenko ha proposto che il Parlamento non vada in vacanza, ma lavori tutta l’estate per risolvere la crisi, riscuotendo ovviamente molto apprezzamento tra il popolo. «Vogliamo che la Rada non vada in vacanza, ma lavori continuamente fino a quando non verrà fermata questa crisi socio-economica», ha detto intervistata dal canale 112UA.
Ma la battaglia che potrebbe scardinare l’attuale sistema di potere è quella che riguarda l’aumento che ha raddoppiato le tariffe per i servizi (gas, riscaldamenti, acqua), deciso a maggio (su input del Fondo Monetario Internazionale), subito dopo l’insediamento di Groysman ed entrato in vigore lo scorso primo luglio.
Gli esperti prevedono che l’impennata non colpirà solamente la popolazione, ma anche le imprese, aumentando il costo di molti beni e servizi e incrementando la disoccupazione, influendo dunque anche sui principali indicatori economici del paese. Alcune forze politiche, tra le quali proprio Patria, hanno deciso di ricorrere alla giustizia ordinaria contro il provvedimento deciso da Groysman e dalla Commissione nazionale per la regolamentazione delle tariffe. «Prima o poi il premier sarà giudicato responsabile del fatto che il prezzo del gas per i cittadini ucraini sarà cresciuto di cinque sei volte rispetto al suo costo», aveva detto nelle scorse settimane la Tymoshenko. Anche i filorussi del Blocco d’opposizione hanno presentato, sempre nelle scorse settimane, una denuncia al Tribunale amministrativo di Kiev, chiedendo l’abolizione degli aumenti su acqua e riscaldamento.
Questi aumenti, secondo Nikolai Kozyrev, capo del Comitato per la protezione dei diritti dei cittadini (un’organizzazione molto importante in Ucraina), potrebbero contribuire a un forte calo del tenore di vita degli ucraini, portando a sconvolgimenti sociali. «L’aumento delle tariffe causerà un trauma per la popolazione – ha detto Kozyrev a Golos.Ua – portando a un drastico abbassamento del tenore di vita generale. E’ impossibile pensare di poter scaricare sulle persone l’apparente miglioramento del benessere nel paese. Questa è una cosa sbagliato, l’approccio è sbagliato e naturalmente può portare ad esplosioni sociali». La situazione, insomma, è abbastanza delicata. Intervistato da Bloomberg, il premier Groysman ha detto che Kiev si aspetta di ricevere per quest’anno almeno 12 miliardi di dollari in prestito, di cui almeno 4 dal Fondo Monetario Internazionale. Ma il difficile rapporto con Mosca e il declino dell’immagine di Poroshenko (che non a caso si è avvicinato agli Usa e allontanato dall’Ue) potrebbero complicare le cose e deludere le attese del pronostico. E in quel caso le cose per Poroshenko&co. potrebbe davvero diventare difficile, portando a repentino cambio di potere.


