Gli investitori stanno scommettendo che l'Europa rimanga depressa per un lungo periodo. Paul Krugman
"La ripresa della zona euro, non la stagnazione, è la storia difficile da giustificare".
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Riprendendo un articolo di Joe Weisenthal su Business Insider in cui si sottolinea come gli interessi sui bond spagnoli sono ormai allo stesso livello di quelli americani, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman scrive come questa notizia ci segnala due cose, una positiva e una negativa. La buona notizia è che gli investitori non temono più una dissoluzione della zona euro nel breve periodo. La pessima notizia è che si aspettano che l'Europa rimanga depressa per un lungo periodo.
Su questo secondo punto, prosegue Krugman, ci sono diversi commentatori che, al contrario, sostengono che dato che la zona euro è tornata a crescere nel suo complesso la crisi è ormai finita. A tal proposito sarebbe molto utile fare un parallelo con la lunga stagnazione del Giappone, all'interno della quale erano presenti periodi in cui il Pil aumentava. In realtà, nel decennio perso giapponese, l'economia di Tokyo è aumentata ad un livello superiore a quello attuale europeo.

E, conclude Krugman, "quando le persone mi chiedono se sia possibile che l'Europa seguirà la stessa esperienza del decennio perso giapponese, gli rispondo che la vera domanda è se è possibile che non accada; la ripresa, non la stagnazione, è la storia difficile da giustificare".


