Gli oligarchi russi iniziano a strappare le loro Visa per le carte di credito cinesi

Il rischio è che nell'angolo possa finire l'occidente

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Gli oligarchi russi iniziano a strappare le loro Visa per le carte di credito cinesi

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Mentre l'occidente continua la sua crociata contro Mosca, simboleggiata alla perfezione dalle ultime parole del ministro degli esteri inglese Philip Hammond a Sky News: “La Russia rischia di diventare uno stato isolato se non non si comporta a dovere”, il Cremlino prosegue nel suo processo di de-dollarizzazione del sistema finanziario mondiale, con una serie di accordi sempre più stringenti con gli alleati dei BRICS. E, in questo contesto, appare sempre più evidente come i “nuovi amici” di Putin stiano approfittando sempre di più delle sanzioni che Stati Uniti e Unione Europea hanno deciso di imporre in relazione alla crisi in Ucraina.

L'oligarca  Gennady Timchenko,  tra i primi ad essere colpito dalle misure di congelamento dei beni e di restrizione alla libera circolazione negli Usa, ha deciso, ad esempio, di strappare le sue carte di credito Visa e Mastercard e spostare i suoi ingenti capitali nei circuiti della cinese UnionPay. Per Timechenko: "è più sicuro di Visa – almeno gli americani non possono arrivarci”. Lo riporta l'agenzia russa ITAR-TASS.

Mosca rischia l'isolamento come dice Hammond? La Russia, in realtà, sembra trovare sempre più amici nel nuovo panorama internazionale. E, come sottolinea Zero Hedge, mentre Obama spera che questa pressione sugli oligarchi possa creare un clima di tensione politica intorno a Putin, il rischio è che nell'angolo possa finire l'occidente.

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