Gli Stati Uniti aumentano la sicurezza negli aeroporti stranieri inviando propri funzionari per i controlli
E' iniziato il programma di rafforzamento della sicurezza negli aeroporti esteri per i voli verso gli Stati Uniti. Voluto fortemente da Obama questo programma prevede la presenza di consiglieri per la sicurezza americana e di ufficiali della dogana USA nelle aereostazioni stranieri. 115 milioni di dollari all'anno è il costo di questa operazione che prevede un aumento dei controlli per evitare attacchi bomba o peggio attentati in stile 11 settembre negli Stati Uniti.
L'uccisione di Osama Bin Laden e la recente morte di Al-Libi e la conseguente decapitazione della cupola pakistana dell'organizzazione terroristica ha portato in auge gruppi autonomi di terroristi soprattutto dello Yemen e della Libia, legati ad Al-Qaeda, che avrebbero tentato già nei mesi scorsi attacchi suicidi su voli di linea contro gli USA. Questo programma mira proprio a rafforzare i controlli soprattutto di esplosivi che possibili attentatori potrebbero nascondere.
Nonostante questo massiccio dispiegamento di forze e di mezzi sembra che le critiche, in piena campagna elettorale, piovano comunque nei confornti dell'amministrazione Obama. Due senatori repubblicani hanno già dichiarato che queste misure non sono sufficienti a garantire la sicurezza degli Stati Uniti. Tuttavia è il massimo che le autorità americane possano imporre ai governi stranieri per far si che lo standard di sicurezza degli aeroporti stranieri sia quasi uguale a quello previsto da Washington.


