Gli Usa onoreranno re Abdullah con un concorso. Ecco il contributo di ZeroHedge

Non capita spesso che il leader non eletto di un paese che flagella i dissidenti e decapita persone per stregoneria riceva tali lodi da funzionari americani

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Gli Usa onoreranno re Abdullah con un concorso. Ecco il contributo di ZeroHedge

Il capo dello Stato Maggiore congiunto, il Generale Martin Dempsey ha chiesto alla National Defense University di istituire un concorso di scrittura e di ricerca focalizzata sul Medio Oriente in onore del defunto re Abdullah dell'Arabia Saudita.  

Come si legge su Politico, "Il concorso di scrittura si concentrerà sulle questioni relative al mondo arabo-musulmano", ha detto l'università in un annuncio.
 
Dempsey ha definito il concorso "un'importante occasione per onorare la memoria di re Abdullah bin Abdulaziz e per promuovere la ricerca scientifica sul mondo arabo-musulmano."
 
Dempsey, il presidente Barack Obama, il Segretario alla Difesa Chuck Hagel e altri leader hanno offerto le loro condoglianze dopo la morte di Abdullah, definendolo un alleato chiave degli Stati Uniti e una forza di moderazione nel regno ricco di petrolio. E Obama ha abbreviato il suo viaggio in India per volare in Arabia Saudita ed ncontrare il nuovo re Salman.

Il NDU, situato vicino a Fort McNair, è una scuola di specializzazione per capi militari di alto livello americani e internazionali, funzionari civili del Dipartimento della Difesa e dirigenti del settore della difesa. Obama si è recato lì nel 2013 per tenere un discorso nel quale ha chiesto il ridimensionamento di alcuni aspetti della lunga guerra al terrorismo e riconosciuto apertamente che gli Stati Uniti usano droni per uccidere i terroristi all'estero".

Per gentile concessione di Mark Krieger, il blog ZeroHedge pubblica quello che potrebbe essere un "contributo" al concorso dal titolo: Uno spietato tiranno muore nel deserto e i leader occidentali si affrettano a cantare le sue lodi 

Il regime saudita è stato oggetto di critiche severe da parte del blog Liberty Blitzkrieg negli ultimi due anni per diversi motivi. In primo luogo, sempre più prove sono emerse per quanto riguarda il ruolo dell'Arabia Saudita negli attacchi dell'11 settembre. Un ruolo che le amministrazioni  Bush e Obama hanno tenuto nascosto. Alla fine del 2013, due membri del Congresso hanno chiesto il rilascio di un documento di 28 pagone sul coinvolgimento saudita nell'11 settembre

"Walter B. Jones, RN.C., e Stephen Lynch, hanno avuto accesso alle 28 pagine redatte dal Joint Intelligence Committee Inquiry (JICI) sul'11 settembre che si ritiene contengano alcune risposte circa la connessione saudita all'attacco.
 
"Sono rimasto assolutamente scioccato da quello che ho letto", ha detto Jones all'International Business Times. "Quello che è più sorprendente è che quelli di cui pensavamano di poterci fidare davvero ci hanno tradito. Non posso dire oltre. Ho dovuto firmare una nota di riservatezza. Ma le informazioni che ho letto mi hanno deluso molto. "
 
Il pubblico potrebbe presto arrivare a conoscere il contenuto di questi documenti segreti. Jones e Lynch hanno presentato una risoluzione che invita il presidente Obama a declassificare le 28 pagine, originariamente classificati dal presidente George W. Bush. Non è mai stato completamente spiegato perché le pagine sono state oscurate, ma il presidente Bush ha dichiarato nel 2003 che rilasciare le pagine sarebbe violare la sicurezza nazionale .
 
Mentre né Jones né Lynch hanno confermato il contenuto del documento, alcune delle informazioni sono trapelate nel corso degli anni. Una moltitudine di fonti sostengono che le 28 pagine confermerebbeo con chiarezza che il governo saudita ha avuto almeno un ruolo indiretto nel sostenere i terroristi responsabili dell'attacco. Inoltre, queste pagine classificate chiariscono i legami tra i dirottatori e almeno un funzionario del governo saudita che vive a San Diego".
 
Considerando che abbiamo ceduto così tante libertà civili dopo quell'orribile tragedia, si potrebbe pensare che potrebbe essere opportuno declassificare i documenti che mostrano come uno dei più stretti alleati dell'America sia coinvolto negli attacchi  
 
Come se i legami con il peggior attacco terroristico sul suolo americano non fosse già abbastanza grave, la stretta alleanza con tale monarchia autocratica, feudale, e oppressiva fa delle affermazioni americane a sostegno della democrazia e dei diritti umani menzogne complete e totali.
 
Murtaza Hussain su Intercept ha denunciato questa incredibile ipocrisia:
 
"Dopo quasi 20 anni come sovrano del Regno dell'Arabia Saudita, re Abdullah ibn-Abdulaziz al-Saudè  morto ieri sera, all'età di 90. Abdullah, che ha preso il potere dopo che il suo predecessore, il re Fahd, è stato colpito da un ictus nel 1995, si è stabilito come monarca assoluto di un paese che ha protetto gli interessi americani, ma ha anche seminato discordia e estremismo in tutto il Medio Oriente e nel mondo.
 
In un  comunicato  di ieri sera il senatore John McCain ha elogiato Abdullah come "un fautore della pace che si è espresso contro la violenza in Medio Oriente". John Kerry  ha descritto il monarca  come "un partner coraggioso nella lotta contro l'estremismo violento" e "un sostenitore della pace". Per non essere da meno, il vice presidente Joe Biden ha rilasciato una  dichiarazione e ha annunciato  che avrebbe personalmente guidato la delegazione presidenziale per offrire le condoglianze per la sua scomparsa.
 
Non capita spesso che il leader non eletto di un paese che pubblicamente flagella i dissidenti  e decapita persone per stregoneria  riceva tali lodi da funzionari americani. Ancora più sconcertante, forse, sono stati i necrologi servili  della stampa mainstream che hanno fedelmente fatto eco a questa caratterizzazione di Abdullah come uomo benigno e con buone intenzioni di pace.
 
In contrasto con la descrizione del senatore McCain di Abdullah come "un fautore della pace", un cavo diplomatico del Dipartimento di Stato pubblicato da Wikileaks  rivela che lui ha incoraggiato direttamente gli Stati Uniti ad avviare più guerre nella regione.
 
 

 

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