Gli USA rispondono con un "No" secco ad Erdogan e continueranno ad appoggiare i curdi in Siria
Gli Stati Uniti rifiutano la richiesta del loro alleato regionale, la Turchia, di interrompere la cooperazione di Washington con i combattenti curdi in Siria.
"Noi sosteniamo gli sforzi delle Forze Democratiche siriane (FDS); Continueremo a farlo", ha dichiarato, ieri, il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, John Kirby, nel corso di una conferenza stampa a Washington.
Ha anche sottolineato che una tale misura del governo degli Stati Uniti non sarà modificata e che tali forze si sono rivelate molto efficaci nella lotta contro Daesh in Siria.
Questo rifiuto si verifica dopo che, sabato scorso, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha condannato il sostegno degli Stati Uniti ai combattenti curdi siriani che lottano contro i terroristi takfiri e ha chiesto a Washington di scegliere la Turchia e non le forze curde.
Su questa linea, il portavoce degli Stati Uniti ha affermato che per il paese nordamericano l'unica opzione è quella di continuare a combattere Daesh, sottolineando che la lotta al terrorismo è quello che tutti devono fare.
I combattenti dell'FDS non rappresentano solo i curdi, ma anche altri gruppi, ha spiegato Kirby.
I soldati delle forze speciali degli Stati Uniti sono stati fotografati nella provincia siriana di Al-Raqa, feudo Daesh, dove una coalizione di combattenti curdi ed FDS hanno lanciato una grande offensiva contro gli estremisti dell'ISIS.


