Granville. "Mantenere l'euro significa trasferimenti dalla Germania e quindi la troika in Francia ed in Italia"
Durante il convegno "L'Euro contro l'Europa" organizzata dall'associazione Asimmetrie e da Nuova Italia, Fondazione presieduta da Gianni Alemanno, l'economista francese Brigitte Granville presenta uno studio a due scenari sulla possibilità della dissoluzione della zona euro. Nel caso della Germania, l'euro è sottovalutato per Berlino portando il suo livello di esportazioni ad un livello superiore a quello cinese, con cifre considerate illegittime dal Fmi e dalla Commissione europea. Un 'uscita dell'euro ed una moneta più forte sarebbe per il paese una fonte di miglioramento dal lato del riequilibrio, domanda interna e consumi interni.
Il secondo scenario - il mantenimento dell'euro con trasferimenti fiscali per il Sud - il costo per la Germnia sarebbe minimo del 2% del Pil dei trasferimenti, ma l'aspetto più preoccupante riguarda la maturità del debito francese che è a 6 anni per la maggior parte - rispetto a quello tedesco che è a 15 anni - con il 16% addirittura a due anni. Se gli investitori dovessero iniziare a temere il futuro della Francia, il costo dei trasferimenti per la Germania sarebbe enormemente superiore.
Se la Francia dovesse continuare con l'euro, gli aggiustamenti fiscali sarebbero necessari per evitare la crisi del debito sovrano, prosegue Granville, ed anche se la Germania dovesse accettare di trasferire a Parigi, Roma i fondi necessari lo potrebbe fare solo a condizioni dure attraverso la troika. Si tratta di una situazione.


