Grecia, La controriforma del lavoro. Lavorare troppo e in condizioni sempre peggiori

643
Grecia, La controriforma del lavoro. Lavorare troppo e in condizioni sempre peggiori

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Federico Giusti

La riforma del lavoro  è ormai legge dopo essere stata approvata dal Parlamento greco lo scorso 16 Ottobre. Potremmo intervenire su tutti gli articoli di questa controriforma che tratta anche ben altri argomenti, dalle questioni di genere ai congedi, dalle ferie alle odiose norme che aumentano l'età pensionabile e su cui era già intervenuta una legge due anni or sono,  andremo invece a ragionare sull'aumento delle ore di lavoro.
 
Se nei paesi a capitalismo avanzato l'innalzamento dell'età pensionabile ha provocato sommosse sociali, scioperi, proteste di piazza imponendo talvolta un parziale ravvedimento dei governi di turno, in Grecia la maggioranza di centro destra non ha avuto dubbi o cedimenti di sorta offrendo adatori di lavoro la possibilità di stabilire, senza passaggi sindacali, la settimana lavorativa di sei giorni  con 8 ore lavorate in ciascun giorno e  dando in cambio una maggiorazione stipendiale di pochi euro
 
Dopo la legge del 2023 il Parlamento greco è tornato alla carica con ulteriori stravolgimenti del Codice del lavoro innalzando il limite giornaliero del lavoro straordinario a quattro ore. Tradotto in numeri una prestazione lavorativa giornaliera in Grecia arriverà a 13 ore (oltre alle otto ore di lavoro ordinario c'è anche la ora supplementare esigibile dal datore con ben pochi limiti, poi ci sono le 4 ore di straordinario)
 
Ma attenzione: per quanto reazionario sia l'operato del Governo Greco esiste una norma comunitaria, la direttiva 2003/88/CE, che permette la durata massima dell'orario giornaliero  di 48 ore settimanali (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32003L0088) e alla fine rende attuabile anche la nuova normativa Greca per quanto sia assai difficile  rispettare le canoniche 11 ore di riposo tra due turni. Quello che conta è l'aumento dell'orario giornaliero e di quello settimanale, l'ora aggiuntiva esigibile, le ore di straordinario demandate ad un accordo tra lavoratore e datore, la possibilità di portare a 13 ore la giornata lavorativa, del resto la direttiva UE demanda ai contratti vigenti nei vari paesi e quindi non stabilisce norme atte a favorire le rivendicazioni di parte sindacale.
 
Mentre si parla, fin troppo poco, in ambito sindacale di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, in Grecia viene approvata una legge che va in direzione opposta, in un contesto di estrema fragilità e povertà lavorativa che potrebbe spingere tanti lavoratori ad accettare lo straordinario per fare fronte alla esponenziale crescita del costo della vita (come avviene nei paesi a forte vocazione turistica)
 
. A ciò, inoltre, si aggiunga anche che, in un contesto come è quello greco caratterizzato dalla forte povertà lavorativa, la scelta di prestare lavoro straordinario fino alla soglia delle tredici ore potrebbe essere l’unico modo per accedere a redditi maggiori e non fare la fame.
 
Quando la media annuale delle ore lavorate aumenta, maggiore sarà lo sfruttamento della forza lavoro e tanto più basso il salario, se in Grecia la media è di quasi 1900 ore lavorate su base annua,  in Germania  la media è invece di 1331; provate allora a confrontare la condizione di vita dei lavoratori dei due paesi, il potere di acquisto, il peso in termini retributivi di ogni singola ora lavorata, acquisiti i dati potrete trarre le dovute conclusioni.
 
E in Italia la media è di 1709 ore superando paesi come Francia, Belgio, Spagna e Danimarca, lo stato di salute del nostro paese non è quindi dei migliori. Tradotto in altri termini possiamo asserire che la produttività del lavoro in Grecia resta la più bassa dei paesi Ue e al contempo anche l'Italia non se la passi poi tanto bene. Per tenere a galla il capitalismo greco si dilata la giornata e la settimana lavorativa a conferma di uno sfruttamento intensivo determinato dal limitato apporto di tecnologia e investimenti in ricerca e sviluppo, voci per le quali Italia, Repubblica Ceca ; Portogallo e appunto Grecia spendono meno di ogni altra nazione Ue.
 
Quando l'economia nazionale si basa su settori come turismo e ristorazione i salari diventano particolarmente bassi, i contratti precari, intenso il ricorso alla manodopera e decisamente limitato l'utilizzo delle tecnologie avanzate, basterà guardare alle manovre di Bilancio nazionali per capire che la riduzione delle tasse sul lavoro è la scelta più gettonata dove forte è la crisi economica acuita da scarsi o inadeguati interventi strutturali.
 
Nei paesi a capitalismo avanzato, pur in tempi di crisi, gli interventi non vanno verso l'aumento della giornata lavorativa ma al potenziamento della dinamica salariale collegandola alla produttività e alla contrattazione di secondo livello, al contrario nei paesi più deboli si punta tutto sulla intensificazione dello sfruttamento sapendo quando ardua, ma scontata, sia la scelta  tra povertà lavorativa e orari più lunghi. E allo stesso tempo proprio i paesi economicamente deboli sono quelli nei quali le associazioni datoriali pretendono aiuti continui da parte pubblica che vanno dagli sgravi fiscali come continue deroghe rispetto ai contratti nazionali.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti