Grecia. Mancato accordo con la troika e la lettera di Tpiras che scuote il governo
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Le negoziazioni di lunedì tra il governo di Atene e la troika si sono concluse con un mancato accordo sui tagli da imporre nella finanziaria del 2014 e con una tensione tra le due parti che sale ulteriormente. I membri di Bce, Fmi e Commissione europea non si fidano in particolare della reale efficacia delle riforme economiche proposte da Samaras e sulla capacità della fragile coalizione al potere di impore ulteriore austerità. La troika ha, inoltre, espresso diverse rimostranze sull'attuazione degli obblighi previsti nel secondo piano di salvataggio, precondizione per Atene per ottenere la prossima tranche da un miliardo di euro di aiuti.
Secondo fonti citate oggi da Kathimerini, il ministro delle finanze Yannis Stournaras ed altri membri del Gabinetto hanno fatto presente ad i membri della troika che imporre nuovi tagli a salari e pensioni è allo stato attuale impossibile per l'instabilità politica che si determinerebbe e per il fatto che non passerebbero il voto del Parlamento. Un dirigente del ministero delle finanze, riporta sempre il quotidiano greco, ha dichiarato come Atene speri di raggiungere un accordo entro il 9 dicembre, data del prossimo summit dell'Eurogruppo.
Le trattative con la troika avvengono poi in una fase molto tesa di politica interna, con il leader del partito d'opposizione SYRIZA, Alexis Tsipras, che ha invitato i deputati della coalizione contrari con le attuali scelte "di abbandonare l'esecutivo". Forti critiche all'interno dell'esecutivo Samaras che ha accusato Tspiras di voler destabilizzare il paese in un momento cruciale.


