Grecia nel caos. Dopo la rinuncia di Samaras, incarico al leader della sinistra radicale Tsipras
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Dopo le elezioni politiche del 6 maggio, la Grecia è sempre nel caos politico e la borsa di Atene è ai minimi dal 1992. Dopo la rinuncia di Antonio Samaras, leader del partito conservatore Nuova Democrazia e prima forza del potere con il 19% dei consensi, il presidente della Repubblica Karolos Papoulias ha affidato l'incarico di formare l'esecutivo al leader di Syriza, la sinistra radicale di Alexis Tsipras, secondo partito nazionale con il 16% dei voti. Ammettendo che non sarà semplice arrivare ai numeri parlamentari necessari per la formazione di un esecutivo, Tsipras ha definito il momento "storico": "Valuteremo tutte le possibilità di raggiungere un'intesa, principalmente con le forze di sinistra che respinga le barbariche misure di austerità' imposte dal prestito Ue-Fmi”. Tsipras non ha perso tempo per mandare una lettera al presidente della Bce, Mario Draghi, e al presidente della Unione europea, Herman Van Rompuy, per dire che gli "accordi presi dal precedente Governo sull'austerity non sono più validi".
In giornata il leader di Syriza avra' colloqui con Fotis Kouvelis, il capo di Sinistra Democratica (19 deputati), con l'ex ministro socialista, Louka Katseli, che a marzo diede vita a un partito proprio in opposizione alla politica dei tagli e con Aleka Papariga, leader del Partito Comunista (26 deputati), una formazione filosovietica che chiede l'uscita dall'Ue e dalla Nato e rifiuta qualunque accordo con le forze di sinistra, accusate di non far nulla per metter fine al capitalismo. La tornata di contatti politici proseguira' giovedi', con i conservatori di Nuova Democrazia, vincitori delle elezioni con 108 deputati; con il Pasok (41 seggi, cui spettera' un eventuale ultimo tentativo prima del ritorno alle urne se non si trovano intese) e i nazionalisti greci indipendenti che hanno ottenuto 33 deputati. Syriza, Sinistra Democratica, i comunisti e Greci indipendenti hanno rifiutato lunedì di partecipare a una coalizione con Nuova Democrazia e il Pasok, accusandoli di essere i responsabili dell'impoverimento del Paese.
Difficile ipotizzare quindi che i partiti di Samaras e Venizelos possano decidere di partecipare ad un esecutivo Tsipras. Di fronte a questo stallo, l'ipotesi più probabile rimane quella di una nuova tornata elettorale a giugno. Chiaro il leader socialista: “Il Governo deve garantire alla Grecia un posto nell'euro”. E Samaras: «Ciò che chiede Tsipras è impossibile. Io non ritirerò mai la mia firma dagli accordi con la Ue». E ha accusato il leader di Syriza di stare «ingannando il popolo perché vuole creare un fronte anti-europeo che non è quello uscito dalle urne, falsificando così il risultato elettorale per portare la Grecia fuori dall'Europa. Con le sue dichiarazioni - ha concluso Samaras - Tsipras fa l'impossibile per non creare questo.


