Grecia. Per il partito di Samaras la sfida con Syriza è uno scontro di civiltà "come la guerra civile del 1946-1949"

"Domenica sarà uno scontro ideologico. E' uno scontro tra due mondi. Lo scontro tra i valori della nostra patria, religione e famiglia"

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Grecia. Per il partito di Samaras la sfida con Syriza è uno scontro di civiltà "come la guerra civile del 1946-1949"


Con tutti i sondaggi in Grecia che danno il partito della sinistra radicale di SYRIZA con un vantaggio su Nea Dimokratia tra il 3,1% e il 5% ed una maggioranza di circa 144 seggi in Parlamento - sette in meno dei 151 necessari per formare un governo di maggioranza – nel paese l'informazione e il partito di maggioranza di Samaras hanno iniziato ad alzare i toni ai livelli di "scontro di civiltà"
 
Il programma economico di Syriza è il principale imputato. Si parla molto, in particolare, della possibilità di un taglio del debito greco e finalmente anche nei giornali mainstream, o meglio nei pochi di qualità, iniziano a diffondersi i dati su dove realmente sono finiti i soldi dei creditori internazionali nei 4 anni di commissariamento della Grecia che hanno fatto fuoriscire il paese dal rango di paese del mondo sviluppato e distrutto lo Stato sociale. “Solo il 10% dei 252 miliardi sono finiti nella spesa pubblica”, ha calcolato la ONG inglese Jubilee Debt Campaign.
 
“Il gruppo di pressione Jubilee Debt Campaign, che ha studiato il destino dei paesi altamente indebitati ha dichiarato che la Grecia è nel diritto assoluto di chiedere un approccio più generoso dai suoi creditori, perché nonostante abbia ricevuto 252 miliardi di aiuti in bailout dal 2010, solo il 10% sono stati messi a disposizione per investimenti pubblici. Tutto il resto è finito fuori dal paese in pagamenti di debiti retroattivi e negli interessi dei suoi creditori, molte delle banche e hedge fund nei paesi “centro” della zona euro, incluso Germania e Francia; e nel persuadere i creditori per firmare nel 2012 la ristrutturazione dei bond che hanno aiutato ad impedire il paese per uscire dall'euro. 
In effetti, la “troika” della Banca centrale europea, la Commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale hanno semplicemente rimpiazzato le banche e gli hedge funds come interlocutori della Grecia. Il peso del debito è aumentato nei cinque anni dal primo salvataggio dal primo “salvataggio” e di un valore incredibile, il 78% è ora in mano alle istituzioni del settore pubblico, principalmente dell'Ue”.
 
Venerdì, ad alimentare questo clima di terrore creatosi nel paese, è intervenuta anche Fitch, che ha rivisto in negativo le sue previsioni sull'outlook di lungo periodo sulla Grecia, citando le incertezza per le elezioni politiche di domenica prossima. Si legge in una nota dell'agenzia di rating come il programma di privatizzazioni nel paese “sarebbe a rischio con un governo Syriza” e si potrebbe creare una spinta al rialzo dei salari nel settore pubblico.  Secondo Fitch, inoltre, una fragile coalizione guidata da Syriza non sarebbe in grado di resistere alle pressioni che eserciterebbe la Troika. E quindi il caos politico prolungato, con mancanza di fondi costringerebbe il governo ad una crisi di liquidità entro l'estate. “Tale da bloccare la ripresa nel paese”, dichiara Fitch, secondo cui nel paese ci sarà una crescita dell'1,5% nel 2015 (meno 1% rispetto alle previsioni di novembre).

E' questo il contesto di puro terrore con cui prosegue la campagna elettorale in Grecia da parte di Nuova Democrazia. Gli slogan del governo sono ormai molto chiari e flirtano con l'elettorato di estrema destra. Un candidato di Nuova Democrazia e il Ministro della sanità uscente hanno dichiarato che ND farà “tutto quello che è necessario” - il “whatever it takes” è un continuo ritorno nella storia recente europea – per impedire a SYRIZA di vincere le elezioni di domenica. 
 
Parlando in un raduno elettorale a Aspropyrgos, Voridis ha addirittura fatto un parallelo alla guerra civile greca del 1946-49 contro le forze comuniste. “La nostra generazione non gli consegnerà il paese. Difenderemo con i nostri voti domenica quello che i nostri nonni hanno coraggiosamente difeso con le armi. Domenica sarà uno scontro ideologico. E' uno scontro tra due mondi. Lo scontro tra i valori della nostra patria, religione e famiglia, che rappresentiamo, e il livellamento che la sinistra rappresenta”.  “Terra, religione e famiglia”, nota correttamente il blog KTG era esattamente lo slogan dei colonnelli durante il periodo del 1967-1974. Da queste parole di scontro di civiltà dobbiamo forse capire che Nuova Democrazia, alla fine di queste elezioni sarà disposta ad una guerra civile o a un colpo di stato in caso di sconfitta elettorale. Se così fosse non sarà difficile da Washington e Bruxelles organizzare tutto sullo stile Ucraina.

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